Veni, Vidi, Vici

—————— La serata del Mercoledi’ del Festival di Sanremo, nella storia, è sempre stata la più noiosa. Stenta a decollare, il pubblico risente della stanchezza di ascoltare tutte le canzoni in gara uno dopo l’altra, ed e’ gia palpabile la trepidazione per l’attesa della serata delle cover. Per tenere alta l’attenzione e rivitalizzare una platea con la palpebra calante, Amadeus gioca due pezzi da novanta: Cesare Cremonini e Drusilla Foer.
Cremonini, per la prima volta al Festival, e’ un tornado che coinvolge e travolge l’Ariston. Tutti in piedi a cantare e ballare, i social straripanti di complimenti, standing ovation. Il palco più prestigioso della canzone italiana, l’aveva sfiorato tanti anni fa con i Lunapop; oggi lo conquista come super ospite. Il Medley di tante canzoni di successo ed il nuovo singolo e’ un trionfo.
Ma la vera stella della serata, e’ la Dea delle Dee, Drusilla Foer. Dimenticate le farfalle inguinali, le attrici prestate alla televisione, le gambe della Parietti, gli sketch dei comici di turno, le modelle statuarie, le showgirl del momento; l’Italia di Sanremo si e’ inchinata all’eleganza, al garbo e alla bravura della nobildonna toscana.
Scende le scale fasciata in un vestito di raso blu notte, statuaria, il bob argenteo vaporoso e sbarazzino; ed in un attimo ruba la scena, stregando pubblico e critica. A coloro che non sono andati oltre la parrucca ed il trucco; ha dimostrato di non essere “solamente” modella, cantante, sceneggiatrice, attrice, pittrice; ma un’artista completa dalle infinite sfaccettature.
Per lei il palco e’ casa, linfa vitale; alle spalle tanta gavetta ma molto più talento. Ironica, spontanea, colta, spumeggiante, dal linguaggio forbito, regina dell’improvvisazione; ha divertito, intrattenuto, emozionato.
Il monologo è pura perfezione. Parole toccanti, che fanno riflettere ed incantano per la profondita’ e la limpidezza dei messaggi: la capacita’ di notare l’unicita’ degli altri, la purezza della libertà, l’accoglienza del dubbio e l’ascolto di se stessi.
Drusilla e’ autentica, autoironica, emotivamente tenera, divinamente immensa. Una ventata d’aria fresca, di cui avevamo bisogno e che vorremmo non finisse mai.

