Stiamo come stiamo…

Quando, travolti dal Covid-19, siamo stati costretti al lock down, immaginavo come sarebbe stato il futuro alla fine del tunnel. Sognavo una realtà diversa, non osavo sperare nel vaccino, mi sarei accontentata della normalità. Oggi, siamo esattamente dove eravamo un anno fa, forse siamo messi peggio!

Il famoso slogan #iorestoacasa aveva convinto tutti, uniti nel sacrificio per combattere questo nemico mortale. Siamo stati presi da un’incosciente e contagiosa aria di goliardia: dentro casa tutti pasticceri e cuochi, fuori sui balconi tutti cantanti e performer.

Arrivata l’Estate, nonostante le centinaia di casi giornalieri, l’Italia apre per rinascere. Non importa se solo ieri abbiamo assistito alla parata di carri militari trasportare le bare dei nostri cari, se non c’era un piano di tracciamento dei nuovi casi, un controllo dei turisti e nessuna limitazione sui viaggi all’estero; se non abbiamo rispettato regole basilari: tamponi a tappeto e riaprire raggiunti zero contagi.

A settembre, catapultati nello stesso incubo, avevamo un’unica certezza: gli studenti sarebbero tornati sui banchi: la scuola è fondamentale ed importante, la DAD terrificante! 

In questo gioco di strega comanda colori, di “tanto il Covid è una bufala”, di “Io la mascherina non la porto”, di “è tutta colpa del 5G”, di “nessuno può limitare la mia libertà”, di “i banchi con le rotelle sono la soluzione per tutto”, di feste clandestine, di “questi poveri ragazzi hanno bisogno di uscire e socializzare”, di “al ristorante no ma in albergo si”, di assembramenti selvaggi e incoscienti; abbiamo perso lucidità e senno, preferendo il diritto dell’individuo al bene della collettività. 

La realtà è cruda: chi, anziano, evitato il virus, muore di depressione, chi in ginocchio non riesce più a rialzarsi, chi di DAD ferisce di DAD perisce, chi il vaccino c’e’ ma con templi biblici, chi sperava nel nuovo governo ha fatto male i conti, chi pretende senza avere mai dato.

Oggi vorrei vivere un giorno diverso, ma con più di 100.000 morti, si continua a contare. Siamo impazienti, stanchi, e consapevoli che quella normalità che tanto desideriamo non è mai stata così lontana. 

@vistidalontano