STEFANO CUCCHI il ricordo della speranza
——- Un mazzo di girasoli, deposti questa mattina ai piedi dell’ ulivo in ricordo e per non dimenticare Stefano Cucchi, deceduto 12 anni fa all’ interno del Fatebenefratelli, per lesioni.
Non si è mai smesso di cercare la verità e la giustizia per Stefano, in particolare la sorella Ilaria si è battuta come una guerriera in nome del fratello, per una giustizia che pare essere arrivata.
Un anno fa una pianta di ulivo è stata messa in sua memoria a pochi metri dall’ingresso dell’Università “La Sapienza” di Roma, come simbolico gesto per non dimenticare la sofferenza e per rinnovare il pensiero e il ricordo di Stefano.
“E’ emozionante essere qui” ha dichiarato Ilaria “Noi vogliamo guardare al futuro”.
Stefano, un ragazzo diventato il paladino dei diritti negati, che in questi 12 anni con il suo “sacrificio” è riuscito a far nascere un segnale positivo, continuando a dare un gesto di speranza, che non è solo per Cucchi, ma per tutti coloro che subiscono ingiustizie.
Una marcia a staffetta che percorrerà le strade dii Roma, all’insegna dei diritti.
31 anni, un diploma da geometra e 37 kg di peso, cosi il cuore di Stefano la mattina del 22 ottobre 2009 smette di battere, dopo essere stato ricoverato qualche giorno in ospedale.
Il 15 ottobre era stato fermato perché trovato in possesso di sostanze stupefacenti.
Da li parte la drammatica storia di questo ragazzo, fatta da un lungo e doloroso travaglio e conclusa nel peggiore dei modi.
Una lunga inchiesta si aprì per far luce sull’accaduto, e pochi mesi fa nel maggio del 2021 è arrivato il verdetto nei confronti dei carabinieri giunti al processo, un vero e proprio pestaggio nei confronti di Cucchi, omicidio preterintenzionale.
Una vittoria non solo per la famiglia, che comunque non abbraccerà ne rivedrà più Stefano, ma per tutti coloro che hanno creduto nella verità di questa vicenda e che non hanno mai smesso di sostenere la verità.




