SCEGLIERE DI POTER MORIRE…

———- “Gentile Stato italiano, da 18 anni sono ridotto così (…) Aiutami a morire”.
 E’ con queste parole che Fabio Ridolfi , un uomo di 46 anni della provincia di Pesaro Urbino, ha chiesto il permesso per il gesto più estremo per un uomo, il suicidio assistito.

E’ il terzo italiano a farne richiesta, prima di lui altri due uomini sempre marchigiani.
Immobilizzato da quasi 20 anni a causa di una tetraparesi dovuta alla rottura dell’arteria basilare, può muovere solo gli occhi, e comunicare attraverso un puntatore oculare, con il quale ha rivolto il suo estremo appello.
Un grido di aiuto che risuona come un urlo disperato di dolore per una situazione ed uno stato di vita che ormai è diventato insopportabile.

Fabio chiede di porre fine alle sofferenze in modo dignitoso, senza strazi e senza doversi più mortificare immaginando una vita che non ha più nessuna possibiltà di recupero.
E’ un suo diritto, ma ancora non ha ricevuto nessuna risposta in merito ne sulle sue condizioni ne sulle modalità per poter procedere alla fine…
Dolori che da anni Fabio subisce, senza poter gestire in alcun modo, inerme al destino infame che lo ha reso immobile e in balia degli altri, non riesce più a gestire neanche dal punto di vista psicologico la situazione.

Il gesto è a dir poco estremo, senza via di ritorno e decidere di porre fine ai propri giorni, non deve essere cosa facile, tanti pensieri avranno attraversato la mente di Fabio…
 Un argomento che suscita grandi dibattiti, tante polemiche e correnti di pensiero ben divise tra chi pensa che la vita sia un diritto personale e chi è più fatalista, dichiarando che se questo è ciò che è stato deciso dal fato o da Dio non si può che accettare…

 Delicatezza e riservatezza, massimo rispetto per gli decisione che porta un uomo a decidere di esalare l’ultimo respiro con la serenità e la consapevolezza giusta per poi dormire in eterno un sonno di tranquillità.

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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