Referendum in SVIZZERA: Sì a NOZZE ed ADOZIONI a COPPIE dello stesso SESSO

—— E mentre in Italia si discute in parlamento se approvare o no il ddl Zan, in Svizzera le coppie gay potranno sposarsi e adottare dei figli. È di qualche giorno fa la notizia riportata dal quotidiano “La Repubblica” in cui il consigliere comunale per la sicurezza di Vicenza, Nicolò Naclerio, pare abbia pronunciato alcune frasi shock in aula proprio a tal proposito. “Tutti gli ultimi casi di aggressioni a gay e lesbiche sono derivate da genitori e figli islamici. Per la sinistra i gay sono degli esseri in via d’estinzione”.
E ancora, “I dati dicono che in questi 10 anni ci sono state centinaia di aggressioni a gay e lesbiche e quindi, non si può dire che sia emergenza” conclude. Da quanto si evince dal discorso pronunciato da Naclerio, il ddl Zan non ha urgenza di essere discusso e quindi può continuare a rimanere bloccato alla camera. Proprio ieri, a Torino, per le vie del centro ha sfilato un corteo di giovani a favore delle leggi LGBTQ. All’evento ha preso parte anche Wladimir Luxuria. Ma torniamo in Svizzera. Seppur così vicina in termini chilometrici ma così distante ideologicamente. Il referedum svizzero ha totalizzato il 64,1% dei voti facendo così passare la legge per le unioni civili gay e la possibilità per le coppie di diventare genitori, adottando dei figli, apportando una modifica al Codice Civile.
La Ministra della Giusitizia, Karin-Keller Sutter si dice contenta del risultato con queste parole: “È un passo importante quello deciso oggi dal popolo. È un chiaro messaggio quello inviato alla comunità omosessuale: il loro amore è altrettanto prezioso di quello delle coppie eterosessuali e sono genitori altrettanto buoni”. Anche Olga Baranova, direttrice della campagna “Il matrimonio per tutti” si dice entusiasta del risultato ottenuto. Non la pensa proprio così la deputata di opposizione, Monika Rüegger che definisce la giornata odierna un “giorno nero” per i diritti dei bambini. Secondo la conservatrice Unione Democratica del Centro, questa legge priverà i bambini di crescere con due figure ben distinte tra loro: un padre ed una madre.
Vediamo nello specifico cosa si potrà fare e cosa comunque rimarrà vietato. Le coppie formate da donne, potranno seguire l’iter per la donazione dello sperma che comunque, non consentirà al donatore di rimanere anonimo. Per le coppie costituite da uomini invece, l’unico percorso plausibile è l’adozione poiché non sarà possibile fare ricorso all’ “utero in affitto” meglio noto come, madre surrogata. Nonostante queste due limitazioni, è comunque un passo importante che segnerà la storia.

