Come si può dire di no all’ottimo Draghi, il più illustre e meritevole conterraneo, noto in tutto il mondo per le sue grandi capacità, che vanno ben oltre le sue competenze economico-finanziarie?

Come si può dire di no all’ottimo Draghi che per primo – e finora unico – riuscirebbe a mettere insieme una maggioranza parlamentare che vorrebbe includere praticamente tutti, a parte Meloni e qualche suo amico che si riservano comunque di concedere il loro consenso di volta in volta?

Come si può dire di no a un programma di governo che Draghi metterà in piedi per fare pertanto contenti tutti, a cominciare dai nostri partner europei, che così non si pentiranno di aver scelto di darci la cifra colossale di 209 miliardi, mai assegnata ad alcun stato membro della UE?

Come si può pensare che Draghi possa fare peggio dei tanti Presidenti del Consiglio che si sono succeduti, alcuni scelti come lui nei momenti difficili senza nemmeno essere stati eletti in Parlamento, così come fu per Ciampi, e poi per Dini e per Monti, passando pure per il precedente sconosciuto Conte, unico capace di essere rimasto in carica con due maggioranze del tutto inventate, diverse ed invertite nel giro di un paio di settimane?

Solo perché quello che per nessun altro sarebbe stato possibile realizzare, solo Draghi sarà capace di realizzarlo?

Solo perché nessuno potrà dire di no a Draghi, dopo aver detto tante volte nel recente passato “qui ci vorrebbe solo Draghi”?

Solo perché se Draghi non riuscisse, parafrasando il compiantoJohn Lambs, non ci rimarrebbe che un generale o un cardinale?

Io dico no, io non ci sto, come disse qualcun altro, ben noto anche lui.

A me Draghi non convince perché è la sentenza di morte della politica e di tutti, dico tutti, quelli che hanno avuto e vorrebbero continuare ad avere la pretesa di rappresentarci, dichiarandoci prima di saper fare le scelte politiche che noi chiedevamo, poi chiedendo e ottenendo per questo il nostro voto, poi tradendolo facendo l’opposto di quello per cui li avevamo votati, poi lasciando i partiti che li avevano candidati e infine ammettendo di essere incapaci di governare, preferendo lasciare una delega in bianco a chi non è stato eletto da nessuno, sostenendolo in Parlamento pur di non vedersi mandati a casa per sempre, da un voto che sicuramente ne avrebbe castigato almeno i due terzi, vuoi anche per il ridotto numero di parlamentari che la prossima volta eleggeremo.

Io non mi fido più di chi si è così facilmente convertito all’europeismo dimenticando la sua origine sovranista e populista, fino a ieri nemico delle scelte economiche della BCE e oggi sostenitore del suo peggior rappresentante. Io non mi fido più di chi troppo facilmente smentisce se stesso, volendo spacciare per coerenti le sue scelte opposte a quelle per le quali ha ottenuto i suoi consensi. Io non mi fido più di chi ha deciso di seppellire se stesso, scegliendo Draghi come suo necroforo. 

Questa è la fine della politica e di chi la esercita e per me che sono sempre contro, con chi potrò prendermela adesso?

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