PROMOSSI !!!

———— Dopo la vittoria dell’Eurovision dei Maneskin, una volta finiti i fumi dell’alcol e dei festeggiamenti; una goccia fredda di sudore è scesa sul volto di tutti coloro che sarebbero stati responsabili dell’organizzazione dell’edizione italiana dell’Eurovision. ESC è ispirato all’italianissimo Festival di Sanremo, ma è un programma molto più complesso, difficile da realizzare, impegnativo da tanti punti di visti, e su cui le aspettative sono sempre altissime.
Fino a 10 giorni fa nessuno avrebbe scommesso sulla Rai e su tutti coloro che hanno lavorato per realizzare uno spettacolo degno dei più importanti show musicali internazionali. Adesso che la musica è finita, ed è stato proclamato il vincitore del 2022; è tempo di tirare le somme.
Se l’anno scorso il trionfo dei Maneskin è stato sporcato dalle insinuazioni insulse dei francesi, delusi da un secondo posto fin troppo generoso; quest’anno i cari spagnoli si sono portati avanti con il lavoro; approcciando l’ESC come se fosse una partita di Risiko. Già dalla pubblicazione delle prime foto dei preparativi del backstage è partita una campagna denigratoria da parte dei nostri vicini di casa nei confronti degli organizzatori. Gli accaniti fan ispanici hanno attaccato, con modi da guerriglia che non fa prigionieri, tutto: il palco, il sole, le luci, i presentatori, i commentatori, le cartoline, case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale….
A fare buona compagnia ai fan spagnoli, molti giornalisti italiani, che hanno massacrato l’intero evento per partito preso; perché critiche piccanti e pungenti creano più hype di un giudizio obiettivo e positivo.
Della centrifuga delirante e travolgente di ESC 2022, rimane la certezza che l’Italia ha le capacità di organizzare e gestire show difficili ed imponenti. In una Torino accogliente ed affascinante, uno spettacolo di successo, con dei presentatori dall’entusiasmo trascinante ed un inglese impeccabile. Uno show veloce, dinamico, avvincente, di grande intrattenimento, che ha tenuto incollati milioni di telespettatori di diverse parti del mondo, lasciando tutti a bocca aperta.
La vittoria dell’Ucraina, la risposta decisa e potente di una Europa unita e solidale.

