PAPA FRANCESCO SI RACCONTA IN TV






—————— A “Che tempo che fa” ieri sera un’intervista a tutto campo al pontefice, che si è raccontato come forse mai aveva fatto.
Tutti ricordano quando Papa Giovanni Paolo II telefonò a Bruno Vespa.
Una sorpresa che fermò per un attimo il cuore di tutti, Il Santo Padre che si collegava in televisione, un gesto moderno fuori dagli schemi e dalle mura della Chiesa più classica e restrittiva.
E anche Francesco ha voluto dimostrare l’apertura delle menti e far vedere una parte di sè che pochi conoscono o immaginano.
Papa Francesco intervistato da Fabio Fazio in studio a Milano, ha piacevolmente conversato collegato dal suo appartamento a Santa Marta.
Un luogo di pace e serenità, del quale Francesco ha necessità, come tutti noi, di stare tra gli amici e svuotare la mente.
Tanti i temi trattati, i più svariati, la politica migratoria dell’Europa, l’Unione Europea che deve, dice il Santo Padre mettere d’accordo evitando il ricadere dell’onere sui Paesi.
La sofferenza dei poveri e degli immigrati, il mar Mediterraneo “ormai diventato un cimitero” di persone che fuggono dalla fame e dalla disperazione in cerca di una luce, ma che molte volte trovano solamente un fondo nero e freddo che li Inghiotte senza scampo.
Punto focale anche la pandemia.
Come una “piaga” che colpisce l’umanità, questo è ora il tasto più sensibile e dolente.
Un invito all’unione e alla prevenzione senza discriminazioni, e un “abbraccio virtuale” caloroso e pieno di speranza a medici ed infermieri che in questi due anni hanno donato la loro vita per la salvezza degli altri.
E’ ciò che Dio chiede, ad ognuno di noi, nel proprio modo e piccolo gesto quotidiano.
Le cose piccole unite insieme formano quelle grandi.
Il male peggiore di questa modernità è la “mondanità spirituale” e la guerra un controsenso della Creazione.
Un’ epoca dove le armi vengono prima delle persone e dove uomo e donna hanno perso di vista il vero obiettivo dato da Dio nel momento della loro nascita.
Il Papa oltre a esprimere argomentazioni anche sulla famiglia, i bambini e il fabbisogno mondiale di solidarietà umana e civile, affronta in “leggerezza” proprio come stesse parlando a casa con amici argomenti comuni.
“Volevo fare il macellaio da piccolo… perché quando andavo a far la spesa con la nonna vedevo il macellaio che aveva davanti una borsa di soldi… sarà la mia radice genovese!!!”
Poi gli studi, la chimica e la facoltà di medicina, ma la vera luce lo illumina ed è arriva per Francesco la vocazione.
Il Santo Padre dal viso che regala serenità, e che dona pace, ama la musica, i classici e il tango! “Ballavo il tango, perché un porteno che non balla il tango non è un porteno!!”
La vita dal Papa è “normale” se cosi si può dire, con alti e bassi e normalità che lo hanno portato a non trasferirsi nell’appartamento pontificio, ma a vivere nella sua semplicità una vita il più possibile “comune” al suo popolo.
Un Papa diverso dagli altri, che non si ritiene un “santo” ma che ha bisogno di normale quotidianità per vedere nel modo giusto il mondo e indirizzare tutte le persone nel migliore dei modi, un “uomo” oltre che un Papa che necessita di rapporti umani e che ne fa per questo uno di noi.

