NON UNA di MENO

— Un amore che consuma, un rapporto finito, uno dei due che non accetta l’allontanamento, la rabbia di uno e la paura dell’altro. Ogni anno in Italia ci sono più di 10mila denunce per stalking, per lo più donne perseguitate da ex mariti, compagni e fidanzati. Donne, madri, figlie, che hanno trovato il coraggio di denunciare, consapevoli di essere vittime di un comportamento malato, che potrebbe sfociare in un finale drammatico. Un passo non facile psicologicamente, a volte la vergogna e l’imbarazzo hanno la meglio sulla lucidità; e nella testa rimbomba il pensiero terrificante che la denuncia potrebbe provocare ancora più ira.
Le vittime di femminicidio, nel 2021 sono gia’ 41. Vanessa Zappala’, 26 anni, e’ l’ultima giovane donna che si e’ aggiunta a questa lunga lista. Passeggiava in compagnia di amici, quando il suo ex ragazzo le ha sparato, a sangue freddo, diversi colpi di pistola, colpendola a morte. Vanessa aveva interrotto la relazione da tempo, e dal quel fatidico giorno era iniziato il suo incubo. Un amore che è diventato gelosia e ossessione, un continuo guardarsi alle spalle e calcolare ogni singola azione.
Spinto dall’intollerabile pensiero di non riuscire più a controllarla, accecato da una folle gelosia, furioso per la fine della relazione, fermamente convinto di possederla, incapace di accettare di vederla felice senza di lui; l’ha insultata, perseguitata e braccata per mesi, trasformando “la sua dolce meta’” in preda da cacciare.
Vanessa aveva denunciato alle autorità, per stalking, quell’uomo che le professava amore incondizionato. C’erano tutti gli indizi per procedere in modo da evitare la tragica fine, ma qualcosa è stato trascurato. Nonostante i racconti degli appostamenti e delle minacce, sono stati dati gli arresti domiciliari e la blanda misura cautelare di divieto di avvicinamento. Non abbastanza contro la furia di un uomo ferito.
Oggi, rimane il vuoto ed il dolore per una giovane vita spezzata dall’egoismo e la brutalità di un uomo; l’amarezza per il fallimento dello Stato nel proteggere le sue figlie; la consapevolezza del bisogno di misure cautelari più efficaci e la certezza che le vittime vanno tutelate e non piante.

