MEDIASET : TG4 e STUDIO APERTO, i due STORICI “tg” di INFORMAZIONE chiudono a fine NOVEMBRE

——- Un fulmine a ciel sereno quello che si è abbattuto in quel di Cologno Monzese. Da quanto si è appreso questa mattina da FanPage infatti, pare che i due storici notiziari siano prossimi alla cancellazione dei palinsesti Mediaset. Alla base della decisione sembrerebbe ci siano i bassi ascolti e quindi, un investimento per la rete del Biscione che creerebbe poco profitto.
Ripercorriamo brevemente qualche passaggio del TG 4 dagli albori fino ad oggi. Rete Quattro, in un primo momento è stata proprietà del gruppo Mondadori e successivamente ceduta a Fininvest. La linea editoriale della rete nasceva prevalentemente come divulgatore culturale e di approfondimento. Con la cessione a Fininvest, il taglio è cambiato. I vertici di all’ora, decisero di dare alla rete un impronta giornalistica. Fra i vari programmi, nel 1991, più precisamente il 29 luglio, il primo Tg 4.
Nel 1992, Emilio Fede, lasciò la direzione di Studio Aperto e iniziò la sua lunga e fortunata carriera da direttore del TG fino al 2012, sostituendo la prima direttrice; Edvige Bernasconi. Giovanni Toti, successore di Fede, rivoluziona totalmente il Tg, tagliando dei must del notiziario: le meteorine e chiudendo “Sipario”, la rubrica dedicata al mondo dello spettacolo. Un’altra importante novità è stata l’unificazione delle redazioni del Tg4 e quella di Studio Aperto. Una serie di rinnovamenti sulla scenografia, sigla e altrettanti taglia e cuci di contenuti hanno portato il notiziario ad assomigliare sempre di più ad un talk show.
Mario Giordano, Rosanna Ragusa, Gerardo Greco, Andrea Pucci, tutti i direttori del programma d’informazione. Il Tg che per anni è entrato nelle case degli italiani, vede spegnere (forse per sempre) le telecamere dello studio 15. Stessa sorte per Studio Aperto e conseguentemente anche la rubrica dedicata allo sport: Sport Mediaset, la cui messa in onda era successiva al telegiornale. Decisione drastica ma forse necessaria per Pier Silvio Berlusconi che vede così chiudere, due programmi di informazione capisaldi dell’editoria.
Anche i giornalisti avranno delle inevitabili ripercussioni: chi è assunto con un contratto a tempo determinato, con molta probabilità sarà tagliato fuori. L’azienda, vorrebbe impiegare in maniera costante e più produttiva le risorse che hanno un contratto a tempo indeterminato. Ci auspichiamo in un cambio di rotta dei vertici della rete del Biscione.

