L’ANGOSCIA che ti prende FORTE al COLLO

— Versato il sangue di più di 10.000 occidentali a migliaia di chilometri da casa, sostenuti costi paurosi che nessuno dichiarerà mai per mantenere le cosiddette “unità di pace” sul fronte più difficile del mondo, regalati miliardi di dollari per l’addestramento e le dotazioni di un esercito fasullo, investite cifre pazzesche per tentare di occidentalizzare una popolazione che non si è mai capito da quale parte stia realmente, illuse milioni di donne che speravano di avere un futuro diverso, scuole che erano state rifondate per giovani speranzosi di poter leggere finalmente anche libri diversi dall’unico che era possibile, lunghi periodi di silenzi senza bombe e senza morti che sembravano presagire – purtroppo falsamente – che qualcosa stava pur funzionando, ingannato mezzo mondo per convincerci che eravamo lì in difesa della civiltà contro il terrorismo e la sopraffazione, impegnati anni in trattative per costruire una rappacificazione mai realmente voluta da nessuno, servite solo a giustificare la fuga anticipata dal fronte per legittima stanchezza di eserciti senza motivazioni, dichiarazioni tranquillizzanti di presidenti che solo poche settimane fa dicevano che non c’era più bisogno di noi perché da soli ce l’avrebbero fatta, la velocità progressiva dell’avanzata degli ultimi giorni che ha colto tutti di sorpresa a cominciare da quelli che avevano mille motivazioni per temerli di più, la fuga di questi, prima nel tentativo di riprendersi i risparmi in banche ormai chiuse, poi nel caos di ingorghi di auto abbandonate sulla via dell’aeroporto, il rimbombo di pale di elicotteri di vietnamita memoria per trasferire velocemente i civili dai tetti delle ambasciate, la disperazione di un povero cristo a coprire con la vernice bianca il murales raffigurante un volto sorridente di una giovane donna che avrebbe dovuto rappresentare il futuro, le barbe incolte e puzzolenti che fuoriescono dai turbanti di uomini impossessatisi trionfanti di quelle poltrone ancora calde per chi le ha da poco lasciate…
D’un colpo le lancette dell’orologio portate indietro di vent’anni: un’angoscia che ti prende forte al collo…

