La RABBIA NO-VAX

— Nel Marzo del 2020, l’Italia ha affrontato mesi di lockdown, un periodo duro, ma l’unica soluzione per fermare un virus insidioso e letale che ha stroncato milioni di vittime in tutto il mondo. Il Covid-19 ha portato via tanto: gli affetti, la liberta’, gli abbracci, i momenti di condivisione, il lavoro, i sacrifici di una vita. Gli italiani si sono uniti per debellare il nemico e ritornare alla normalità.

Una normalità che sembra essere ancora lontana. Per mesi abbiamo atteso il vaccino, con la consapevolezza che fosse la sola possibilità per evitare il nascere di varianti pericolose e sconfiggere il virus. Quel vaccino che abbiamo tanto desiderato, e’ arrivato in tempo record, ed oggi e’ disponibile per tutti; ma sembra che il senso di collettività si sia perso per fare spazio alla volontà del singolo. 

Non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo, impazzano le proteste dei no vax. Un gruppo che si fa sempre più rumoroso e aggressivo. Nel mondo del movimento contro il vaccino, a far da padrone sono le idee complottiste che vanno dagli interessi economici dei Big Pharma ai microchip di Bill Gates, dal contenuto non ben identificato del vaccino agli effetti collaterali e letali della vaccinazione. Congetture che denotano una preferenza ad abbuffarsi di articoli diffusi nel buco nero dei social piuttosto che informazioni scientifiche.

Gli agguerriti no vax, sfogano le proprie frustrazioni in piazza e sui social media, esprimendo sempre piu’ rabbia e odio. Sentimenti che ultimamente destano forte preoccupazione, perché sfociano in insulti volgari, minacce di morte e atti di violenza contro virologi, giornalisti, e chiunque si esponga pro vaccinazione. Una vera e propria caccia alle streghe, contro chi informa e divulga notizie importanti e scientifiche sulle misure anti-covid. Un’aggressività fisica e verbale ingiustificata, allarmante ed incomprensibile.

Mentre i no vax cercano di far valere prepotentemente le proprie ragioni, nel frattempo aumentano le testimonianze di coloro, non vaccinati, che dalle terapie intensive, mandano messaggi disperati e di pentimento, per aver rifiutato l’unico scudo protettivo, a disposizione, in questa lunga battaglia.  

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