La libertà di “PAROLA” è da concedere VERAMENTE a tutti?

—- Nonostante siamo a 83 donne uccise, sette solo negli ultimi sette giorni, abbiamo una percentuale di omicidi con vittime maschili in calo ma la percentuale di donne uccise non diminuisce, secondo la giornalista Barbara Palombelli, siamo costretti a domandarci se dietro questi omicidi non ci sia un comportamento esasperante della vittima nei confronti del suo carnefice.

Cito le sue parole “Negli ultimi sette giorni ci sono state sette donne uccise presumibilmente da sette uomini. A volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte?”. Quello che la signora Barbara Palombelli dovrebbe ricordare, visto che è un personaggio pubblico, è che le sue parole possono essere un’arma, che di fronte a un possibile comportamento esasperante, si può aprire la porta di casa e andare via invece che prendere un coltello, una pistola o qualsiasi altra arma con cui procurare un danno.

Quello che dovrebbe considerare e sottolineare la Signora Barbara Palombelli, è che non si può togliere una vita per un comportamento esasperante perché il rispetto della vita non ha eccezioni. Quello che dovrebbe considerare la Signora Palombelli è che, domande come questa sono il principale motivo per cui una donna vittima di violenza non parla. Perché la donna vittima di violenza nella maggior parte dei casi si sente già responsabile per l’atto subito anche se non lo è. Perché la responsabilità di un atto del genere è solo ed esclusivamente di chi lo compie senza cavilli o giustificazioni. Quello che dovrebbe ricordare la Signora Palombelli è che porsi questa domanda è come violentare, picchiare e uccidere la vittima due volte.

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