La GIUSTIZIA è un PRIVILEGIO

— Martina Rossi ha solo 20 anni quando muore durante una vacanza a Palma di Maiorca. La giovane genovese precipita dalla stanza di due sconosciuti, viene ritrovata agonizzante senza pantaloni indosso e scalza. Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni sostengono la tesi del suicidio e di un loro tentativo di salvarla. Un salto nel vuoto dal sesto piano dell’albergo e ben 40 minuti di agonia in cui poteva essere salvata. Ma in quei lunghissimi minuti, nessuno le presta soccorso, o chiama l’ambulanza. 

Ma Martina, con quei grandi occhioni sempre sorridenti, sprizzava felicità e voglia di vivere da tutti i pori; impensabile, per genitori ed amici, che abbia potuto compiere un gesto estremo.

Mamma Franca e Papà Bruno non hanno mai smesso di cercare la verità e di lottare per ottenere giustizia per questa figlia, tanto desiderata ed arrivata dopo molti anni di matrimonio. Un tormentato iter giudiziario, anni di sofferenza, durante i quali, a causa dei tempi lunghissimi della giustizia italiana, due dei tre reati contestati, omissione di soccorso e morte come conseguenza di un altro delitto, sono passati in prescrizione. 

Vannecchi, nel frattempo, si e’ lanciato nell’ultimo trend in voga tra imputati; postare su un blog la carte processuali per provare la propria innocenza e dimostrare di essere vittima di un errore giudiziario. Un tentativo vano di riscrivere la storia, i cui orrendi dettagli sono stati delineati grazie alla tenacia ed alla perseveranza dei genitori di Martina.    

Ieri si aspettavano di mettere la parola fine a questa triste e laboriosa vicenda processuale, la sentenza definitiva di 3 anni di reclusione per il reato di violenza di gruppo; invece c’è’ stato il rinvio al 7 Ottobre. 

La giustizia italiana si conferma lenta e complicata. I signori Rossi hanno intrapreso questa battaglia, difficile e dispendiosa, 10 anni fa, vivendo un calvario ed uno strazio giornaliero indescrivibile. Hanno dato fondo ai risparmi di una vita ed a tutte le energie rimaste per riuscire ad ottenere un “pezzettino di verità’’. 

L’interminabile battaglia della famiglia Rossi testimonia che, in Italia, la giustizia non e’ per tutti ma solo per chi se lo può permettere.  

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