In caduta LIBERA

————– Signorini aveva annunciato che questa sarebbe stata un’edizione diversa, con vedute più larghe su scivoloni nel dire e nel fare. Quello che la puntata di ieri sera ha confermato e’ che, se si apre la porta ad un certo tipo di linguaggio e comportamento, e’ facile scivolare nella volgarita’ fino ad arrivare a sguazzarci, senza riuscire piu’ a capire quando e’ il caso di rinsavire.
Allusioni a poco igienici movimenti di mani, umiliazione pubblica sulla vita privata, lascivo uso di aggettivi denigranti per la persona, derisione generale sulle possibilita’ economiche e, ciliegina sulla torta, “vaffa” che volano in studio.
Uno spettacolo raccapricciante, con un Gianmaria Antinolfi, ormai bersaglio preferito di molti, che, con un sorriso timido e imbarazzato, incassa e fatica a replicare. Completamente schiacciato dalle risate di conduttore e opinioniste, e dagli insulti delle donne della casa.
Una bordata capeggiata da Soleil, ex fidanzata/storia/flirt-ex amica-ex nada de nada. Lo sprona ad essere meno superficiale, ma poi lo accusa di comprare regali all’outlet e di avere una casa in pieno centro a Milano di “soli” 90 mq; lo invita a tirare fuori la parte vera di lui per poi massacrarlo se parla, anche, dei suoi successi; lo accusa di essere al limite dello stalker, di farle violenza psicologica, di essere povero dentro, cafone, inutile, falso, sfigato, arrampicatore sociale per poi rifugiarsi in lui quando ha bisogno di supporto.
Il trend di Soleil e, il suo degno compagno di giochi, Alex, è di parlare dei grandi valori della vita, quando il loro passatempo preferito e’ offendere gli altri; dell’essere veri, quando e’ da settimane che tediano il pubblico con un finto triangolo; e del valorizzare le cose semplici quando sui social vendono vite da sogno.
I due, convinti di essere la bussola morale del programma, scimmiottano gli Zorzando. Ma la coppia Zorzi-Orlando e’ irripetibile, partendo dalla caratura di Tommy e Estefania, passando per l’innata complicità nell’intrattenere, fino alla cinica ironia ben lontana dalla cattiveria. L’inimitabile sacro Zorzando impero è vivo piu’ che mai, ma fuori dalle mura di Cinecitta’. Diffidate dalle imitazioni!

