Il GIORNO della VERGOGNA

——- L’ebbrezza dell’orgoglio di essere italiani, soprattutto in un anno come questo, si è spenta definitivamente ieri, dopo l’affossamento del DDLZAN in Senato. La fierezza di un paese che e’ riuscito a rialzarsi dopo uno degli anni piu’ bui, modello esemplare per la gestione del COVID-19, che e’ tornato a primeggiato in musica, sport, scienza e attivita’ produttive, e’ svanita tra le urla e gli schiamazzi di una classe politica che ha dimostrato di non essere all’altezza del ruolo che ricopre.
Dimentichiamo il Golden Globe di Laura Pausini, il trionfo dei Maneskin all’ESC, le medaglie alle olimpiadi e alle paralimpiadi, le vittorie agli Europei nel calcio e nella pallavolo, il premio nobel per la fisica a Giorgio Parisi, il rispetto nel panorama internazionale riconquistato, i primati dell’industria italiana; oggi e’ il giorno della vergogna, della delusione e dell’indignazione.
Il percorso del DDLZAN è stato lungo e complesso, sempre osteggiato dalla destra, e su cui, perfino la Chiesa ha espresso disappunto. Un decreto di legge, tradito, anche, dagli alleati, che per biechi giochi politici si sono nascosti dietro l’anonimato. Il risultato del voto e’ una vittoria per gli odiatori, per i violenti, per i prepotenti, per gli intolleranti, per i fanatici, e per tutti coloro che discriminano un altro essere umano in base al sesso, all’ orientamento sessuale ed alle minorazioni fisiche e mentali.
Una legge contro i crimini d’odio, che nel 2021, dovrebbe essere la normalità in uno stato civile, e che invece è stata uccisa vigliaccamente insieme ai diritti di una grossa parte della popolazione. L’esito di questo voto non fa altro che confermare che l’Italia e’ governata da una classe politica inadeguata, che esulta mentre calpesta i diritti fondamentali non solo della comunita’ LGTBQ+, ma anche delle donne e delle persone con disabilita’. Una classe politica convinta che insultare e denigrare il prossimo equivalga ad affermare la libertà di parola e pensiero.
Gli applausi ed i festeggiamenti per la “vittoria” in Senato, sono delle immagini che non possiamo e non dobbiamo dimenticare, soprattutto quando domani saremo chiamati alle urne.

