Il GIOCO delle PARTI !!!

—– Da quando il mondo televisivo e’ stato inondato da ogni sorta di reality, e’ iniziata una corsa senza sosta non solo a realizzare prodotti diversi ed interessanti, ma anche a creare dinamiche sempre più estreme e provocatorie. Il successo di questo tipo di programma segue alti e bassi ciclici, a causa di tanti fattori, dalla stanchezza dei telespettatori alla mancanza di un cast interessante, dall’incapacità’ di rinnovare il format alla scelta sbagliata di presentatore o opinionisti.
E’ un prodotto che per la rete costa poco, ma molto remunerativo in termini di pubblicità e che regala visibilità ai protagonisti. C’è un accordo tra le parti, produzione, autori e concorrenti, per offrire al grande pubblico puro intrattenimento e tanti colpi di scena. Sul menu’ classico non possono mancare storie d’amore, vere o inventate non importa, l’importante che facciano sognare; antipatie e litigi studiati a tavolino, storie personali strappalacrime, trascorsi importanti su cui possono bere a mangiare tutti.
Ad ogni edizione, per non annoiare il pubblico e attrarre Sponsor importanti, si alza un po’ di piu’ l’asticella del sensazionalismo e della provocazione, fino ad arrivare a non riuscire più a capire dov’è’ il limite, dove è necessario fermarsi e cosa e chi si sacrifica e si calpesta pur di tenere i telespettatori incollati al televisore.
Quello che Dayane Mello sta subendo, all’interno della trasmissione brasiliana A Fazenda, e’ l’esempio di come qualcosa, gia’ da tempo, e’ sfuggito di mano a tutti i protagonisti coinvolti in questo meccanismo diabolico. Dayane e’ una vittima di molestie sessuali, della produzione, degli autori, degli altri concorrenti, del passato, delle responsabilita’, della condizione familiare e culturale. Nessuno, a parte gli amati fans, sta pensando a come proteggerla e accudirla, tutti schiavi della macchina perversa del Reality e servi del dio denaro.
Programmi volgari e perversi, dove non si rispetta la vita e la dignità dell’essere umano, esistono solamente grazie ad un pubblico complice. I telespettatori sono gli unici che possono lanciare un messaggio, forte e chiaro, usando semplicemente il potere del telecomando.

