GFVip6 : IL GIOCO DELLE 3 CARTE

——– Come in tutti i grandi fratelli che si rispettano, anche questa edizione, ha concorrenti di serie A, che hanno piu’ spazi in puntata, giustificati per qualsiasi scivolone e con diritto di parola sopra gli altri; ed i giocatori di serie B, spendibili, spesso senza diritto di replica, umiliati e derisi in pubblica piazza da conduttore, opinioniste e coinquilini. 

Ma quando i vipponi “intoccabili” superano ripetutamente la linea del non ritorno, ed il pubblico insorge, gli autori ricorrono alla sempre verde ripulita generale dell’immagine, nel tentativo di resettare tutto. 

Tra arrampicamenti sugli specchi, giustificazioni improbabili, difese d’ufficio, ribaltamenti di frittate, si tenta di rimettere a nuovo i Vip trovati in flagranza di reato, di dargli nuova linfa vitale e venderli ai telespettatori con una luce diversa. 

Nell’ultima interminabile e tediosa puntata del GFVIP6, come per magia, l’ira funesta di Soleil “cuore di panna” contro Gianmaria e’ diventata un consiglio sincero e sentito ad un amico per il suo bene;  cosi’ come la telenovela sudamericana di Alex “a 39 anni ho diritto di sentirmi libero” d’improvviso si e’ trasformata in una storia d’amore da premio Oscar.    

In pieno stile gieffino, la favola dimostra che, non importa se si hanno atteggiamenti aggressivi, rabbiosi, e arroganti, o se il rancore prende il sopravvento sull’uomo, o se si creano a tavolino storie farsesche dai risvolti fallimentari, l’importante e’ mantenere alte le dinamiche del game. 

Quello che, però, sfugge, in questo evidente gioco delle 3 carte, e’ la totale mancanza  di rispetto per gli altri, l’assenza di coerenza e la perdita di credibilita’. Il GF non e’ nuovo ad accesi litigi e grosse divergenze, ma alcuni VIP, quest’anno, hanno regalato uno spettacolo di basso livello.   

L’unico momento magico e da ricordare della serata, una delle pagine più commoventi e vere di questo GF, e’ stato l’incontro tra Manuel e l’amico Alex, un compagno di viaggio fuori e dentro la casa. Uniti da un affetto piu’ forte di qualsiasi cosa, una complicita’ assoluta nel bene e nel male, un’amicizia che entra nel cuore. Semplicemente il bene puro che oscura teatrini e pantomime.  

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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