Finì tutto a TARALLUCCI e VINO !!!

——- Il pubblico aspettava questa puntata a sorpresa del GFVIP6, così come i bambini aspettano Babbo Natale. Dopo il fragore dell’indignazione social per le reiterate uscite razziste, omofobe, sessiste e denigranti di Katia Ricciarelli; in tanti erano inchiodati davanti alla televisione, in attesa di saziare la voglia di giustizia con una squalifica, richiesta a furor di popolo per tutta la settimana.
Alfonso Signorini si è palesato davanti ai “vipponi”come il messia, elargendo parole come rispetto, ascolto, comunicazione, accoglienza e educazione; invitando ad un “pace e voletevi bene” generico. Un pippone ipocrita, molto di parte e assurdo; un contentino veloce ed indolore per placare gli animi, al fine di salvare baracca e burattini di un’edizione che, ad oggi, ha mostrato la parte peggiore di concorrenti, presentatore, autori, produttori e sponsor. Tutti pronti, a parole, a dissociarsi da comportamenti orribili ed offensivi; ma fermi nel mandare avanti uno spettacolo, anche di cattivo gusto, su cui si possa monetizzare, grazie agli alti ascolti di questi ultimi giorni.
Con una censura certosina hanno imbastito le clip, tagliando la moltitudine di cadute di stile di Katia, nell’impresa impossibile di salvare la faccia della soprano, e tenerla nella casa per replicare gli ascolti eccellenti. In questa favola, con matrigna, sorellastre, cenerentola, maleficent, principe azzurro, etc etc; la morale e’ che e’ più importante l’auditel che non fare passare messaggi sbagliati e diseducativi.
L’imbarazzante tentativo di santificare la Ricciarelli, anche da parte delle sue cortigiane, giustificando l’ingiustificabile, non giova di certo a favore della cantante lirica. Senza un sincero e crudo reality check, non capirà mai gli errori, e continuerà ad avere atteggiamenti inaccettabili. La prolungata permanenza nel reality non farà altro che peggiorare la gia’ disastrosa situazione della sua reputazione.
L’unica soluzione sarebbe stata l’uscita dalla casa, anche con una squalifica. Continuando così, la carriera che tanto decanta e per cui pretende rispetto incondizionato, sara’ oscurata, in modo permanente, dall’immagine di una donna vendicativa, aggressiva e maligna.

