Diego Della Palma : Dietro il suo SORRISO ed il suo SUCCESSO si nasconde una vita di SOFFERENZE.

——— Maria Vittoria CORASANITI ———-

Il famoso make-up artist e imprenditore Diego Della Palma ha concesso un’intervista inconsueta e ricca di emozioni, a Verissimo da Silvia Toffanin. dove ha messo a nudo la sua vita, il suo passato, caratterizzato da tante sofferenze, in primis ha descritto il suo concetto di bello e brutto:

Il brutto è quando c’è qualcosa che pensiamo esser bello e convincersi che duri in eterno. Il bello è essere consapevoli, secondo me il bello di sé stessi, anche davanti ad uno specchio, in qualsiasi posto, essere consapevoli, essere coscienti che tutto passa” .

Un uomo di successo, ma anche ferito nell’anima, lui che per bellezza è sinonimo: “di intelligenza, personalità, dolore, ironia e anche un pochino di sano ed equilibrato egoismo”. Diego è  figlio, i suoi genitori facevano gli allevatori e provengono dal veneto. All’ età di 6 anni ha combattuto contro la morte, a causa di una meningite linfocitaria fulminante. Ecco perché non ha paura della morte, ed oggi ha sviluppato una gran voglia di vivere. Quando si è ripreso, ha avvertito un senso di rinascita, ed in lui è nato un dono che lo lega indissolubilmente all’arte.

Proprio la predisposizione artistica lo condurrà a Venezia,  dove dovrà affrontare una situazione molto dolorosa, in collegio subirà delle violenze sessuali. A 18 anni la grande svolta, si trasferisce a  Milano dove inizialmente è costretto a vivere una vita di stenti, ma poi finalmente inizia una carriera come costumista e scenografo a teatro e in televisione. Li reputa i 10 anni più belli della sua vita, poi nel 78 ha voluto provare con la cosmetica, da lì è partito il suo grande successo.

Diego Dalla Palma emerge come maestro internazionale di stile e persino il New York Times parla di lui, Diego è un artista poliedrico: conduttore, scrittore ma soprattutto esteta. Oggi però guarda l’esterioritá in una dimensione più profonda, è nell’ anima delle persone che vuole cercare  la bellezza più autentica. Viene mostrato il video che riassume la sua vita senza filtri, ed alla fine lui esordisce dicendo:

È tutto niente, si vive convinti di avere chissà quali scopi, chissà quali ragioni, chissà quali mete e poi man mano che passa il tempo ti accorgi che sai poco. Se hai un pizzico di intelligenza e un po’ di buon senso capisci che sai poco e che sei poco,  che tutto questo è niente. E’ un bel viaggio indubbiamente perché sono stato un uomo fortunato son partito…”

Interviene la Toffanin: “da un paesino”, Enego, da una realtà veramente molto umile con dei genitori possiamo dire dei pastori.

Malgari, sai che da noi sono quelle baite dove si va con il bestiame e si produce burro, formaggio. Quello che mi ha dato, la palestra più straordinaria, più formativa della mia vita è stata indubbiamente la Malga. In mezzo ai monti, in mezzo ai boschi ero isolato, sotto certi aspetti ero anche un bambino infelice e diciamo quello è stato il momento credimi più formativo della mia  vita”.

A sei anni come annunciato prima, viene colpito dalla meningite fulminante, quella è stata la prima grande ferita, il primo grande dolore.

Io sono stato in coma qualche giorno, molta gente del coma dice ricordo questo, ricordo quell’altro, io non ricordo nulla. Io ricordo soltanto il lilla (il colore ndr.). Io vivevo in questa onda mistica e poi ricordo dopo qualche giorno, mia madre è stata chiusa dentro in quella stanza, le passavano soltanto le bottiglie d’acqua e lei stringeva questo santino di S. Antonio, questa effigie di S. Antonio la stringeva sperando ovviamente che io riprendessi a vivere. Quando ho ripreso a vivere mi sono accorto e lo dico Silvia perché è importante per te, è importante per me, è importante per chi ci sta guardando ed è importante anche in relazione al tuo dolore che hai vissuto qualche tempo fa. Tu ogni tanto quando intervisti qualcuno dici se n’è andato, non c’è più, è morto no Silvia e lo dimostra il fatto te lo voglio dire senza compiacimento e senza fare il saputello tu dopo la morte di tua madre, di Gemma, tu non hai più lo stesso sguardo. Dentro di te è arrivata un’onda di luccicanza che prima non avevi, prima tu facevi le interviste ma non avevi quella glicerina che hai adesso negli occhi, che ti rende diversa . Quindi quello che dicevo quando ho ripreso conoscenza è questo Silvia, tutto ciò non è niente di che, e siccome viviamo in un’poca superficiale sempre più sotto certi aspetti stupida, in cui non solo si dà importanza alla morte si ha paura della parola morte, capisco che si abbia paura della parola malattia ma la parola morte è un passaggio sublime tanto misterioso tanto quello della nascita, ecco questo è il mio opinabile punto di vista

Da piccolo è stato anche vittima di bullismo, viveva in un paesino e lo chiamavano “femenetta”. 

Io ero un pochino effemminato e la frase, la parola che veniva usata “femenetta”, io andavo a scuola “femenetta” “femenetta” che vuol dire femminuccia come sai. Devo dire la verità io quello che ho sofferto di quel nomignolo, dopo la meningite io mi sono reso conto della mia solitudine, ed io vivevo della radiolina regalata da mia zia. Io mi allontanavo, io guardavo in lontananza la pianura e dentro quella radiolina c’era tutto il mio sogno, c’era tutto quello che io dicevo santo cielo devo andarmene da qui”.

La madre a 15 anni gli ha detto di andare via da quel paese, e di andare a studiare a Venezia

Mia madre mi ha portato lei personalmente a Venezia, cercando di seguire il percorso artistico chiamiamolo così per il quale mi sentivo portato”.

L’ esperienza a Venezia non è stata per niente positiva, poiché li incontra Padre Ugo che ha abusato di lui.

Padre Ugo di Gubbio che mi irretisce piano piano, facendomi credere che mi deve fare il massaggio però voglio, spero che tu apprezzi quello che ti sto dicendo adesso Silvia è passato

Silvia Toffanin gli ha chiesto se ha perdonato Padre Ugo.

Si. Mi ha chiamato, era molto vecchio, e un giorno la mia segretaria mi ha detto c’è un certo Padre Ugo al telefono e me l’ha passato. Lui aveva questa vocina flebile e mi ha persino chiesto se gli volevo ancora bene ma io voglio dirti perché mi piace essere un uomo per quanto possibile sincero. Voglio dirti che non mi pesava tanto in quel momento ciò che accadeva la sera verso le 9:00 – 9:15 in quel corridoietto buio, quanto ciò che accadeva in Chiesa all’alba, quando si andava a messa e si parlava di rettitudine e di forza di volontà per vincere le tentazioni. Io mi chiedevo “se poche ore fa è successo tutto l’opposto, in cosa devo credere?” E all’epoca non si poteva parlare con nessuno, neanche con i genitori, neanche con mia madre, non avrebbe capito”.

A 18 anni arriva a Milano, purtroppo anche lì inizialmente ha vissuto delle sofferenze. Non aveva di che vivere ed è stato costretto a prostituirsi. 

Si, devo essere sincero io in qualche modo mi sono anche prostituito ma non posso dire che quello è stato un momento per me edificante, è orrendo prostituirsi perché mortifichi la tua identità, il tuo orgoglio,mortifichi tutto di te ma attenzione ma se ho mangiato quella sera una pizza non posso rinnegare il mio gesto

La Toffanin gli ha chiesto se la  mamma ha vissuto un po’ il suo successo.

Io penso che l’abbia vissuto con grande orgoglio la mamma, anche con grande gioia ma con un senso di consapevolezza, loro avevano la forza della consapevolezza soprattutto papà. Sono comunque contento perché al colonnello che è la mamma, ho dato la prova poi nel tempo soprattutto di cercare di essere un uomo giusto, onesto. Non ti posso dire che sempre sono stato onesto, ma ho cercato e cerco tutt’ora di essere onesto e mi impegno tutti i santi giorni di essere un uomo giusto e sto male e soffro tutti i santi giorni perché vedo un mondo che non è giusto e quindi soffro per questo”.