DDL ZAN: IL PASSO FALSO della CHIESA

— Quando Papa Francesco e’ stato eletto, e’ sembrato che si respirasse un’aria diversa nella Chiesa Cattolica. Un papa del popolo e per il popolo, vicino alla gente non soltanto con le omelie ma con gesti pratici. Un Papa perfettamente calato nella vera essenza del suo ruolo, lontano da sfarzi e pomposità. Moderno non solo nell’uso dei social e dei media, ma anche nel pensiero, perfettamente consapevole della criticità della posizione della Chiesa dopo gli scandali degli anni precedenti.

La figura e le azioni del nuovo Papa, hanno fatto sperare nello svecchiamento e nell’apertura della Chiesa su tematiche attuali. Ma molti non avevan fatto i conti con lo zoccolo duro della Curia, che si aggira nelle camere dorate del Vaticano, e che rimane saldamente attaccata a precetti conservatori. 

Lo Stato italiano non è nuovo alle dichiarazioni della Chiesa su temi politici e sociali, ma in passato sono rimaste per lo più delle semplici esternazioni. Qualche giorno fa, nel pieno delle celebrazione dell’orgoglio Pride, il Vaticano e’ intervenuto formalmente con una nota in cui contesta il DDL ZAN. Il decreto e’ sotto accusa perché incide negativamente sulla libertà assicurata alla Chiesa ed ai fedeli dal regime concordatario vigente. 

Uno schiaffo in pieno viso, inaspettato, che oggi fa più male del solito. E’ stancante sbattere continuamente la testa sulla nozione che la Chiesa fa la Chiesa, quando si parla di temi importanti e sensibili come la libertà di ogni essere umano di vivere felicemente la propria individualità. Siamo davanti un’Istutizione che dimostra di non amare i “figli” indiscriminatamente, che sembra suggerire che l’ideale di amare il prossimo tuo come te stesso sia più uno slogan senza tempo che un principio fondamentale di amore senza alcuna discriminazione.  

L’uso di concordati ingialliti contro un decreto che ha il fine di proteggere chi viene ingiustamente discriminato ed a chi non e’ riconosciuto il diritto di essere se stesso, allontana i cittadini da una religione da cui non si sentono protetti e che non è più simbolo di amore. Una mossa imbarazzante, chiaro segnale che oggi la Chiesa rappresenti sempre meno la comunita’ contemporanea. 

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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