CYBERCRIMINALITA’ e CLONAZIONE di VOCE
————– Un furto da 35 milioni di dollari.
E’ successo negli Emirati Arabi Uniti, e ad essere stato raggirato è stato un direttore di baca che ha autorizzato lo spostamento di denaro dopo aver avuto una conferma vocale dal titolare del conto.
Ma non era chi diceva di essere.
Una trattativa comune per le banche di spessore che sono abituate a trattare grosse cifre cn grandi aziende internazionali e a trasferire dollari quotidianamente, ma l’ombra dell’imbroglio questa volta si è concretizzata riuscendo a raggirare e tutti.
Il direttore della banca fidicioso della comunicazione vocale ha autorizzato l’operazione convinto che tutto fosse legittimo ma in realtà si trattava di una elaboratissima truffa di alta tecnologia.
Il truffatore aveva utilizzato la tecnica del “DEEPVOICE” che gli ha permesso di clonare la voce del cliente e rendere impossibile distinguerla dall’originale.
Naturalmente la grossa cifra è stata subito divisa tra vari conti e difficile da rintracciare e si pensa che questo complesso schema abbia potuto coinvolgere fino a 17 persone che hanno poi smistato il denaro per il mondo rendendo ancora più complicato il recupero.
Ma questo non è l’unico caso di “rapina vocale”, il primo infatti è stato compiuto nel 2019, ma gli esperti non hanno dubbi, questo è solo l’inizio.
La tecnologia ha grandi poteri in mano alle persone giuste, ma se cade nelle menti sbagliate i criminali sono destinati ad averne grande vantaggio a discapito dei bravi e onesti cittadini.
Della serie non ci si può fidare nemmeno della propria voce!





