Britney Spears: la RESPONSABILITA’ dei Media !!!

— La testimonianza di Britney Spears ha stravolto le coscienze, con un racconto che ha lasciato tutti senza parole. Le sue parole sono state lineari e precise nel delineare un quadro chiaro di uno stato di prigionia. La condizione di isolamento in cui vive la pop star da 13 anni, può essere definita come imprigionamento forzato e totale subordinazione al padre ed al team.
Jamie Spears e’ descritto come un tiranno, e l’entourage che lo affianca come dei veri e propri carcerieri. La cantante, oggi alla soglia dei 40, vive in una gabbia dorata, limitata in ogni movimento ed in ogni decisione, anche in quella più personale ed intima di avere un altro figlio. Costretta a lavorare contro la sua volontà, a portare la spirale, prendere giornalmente medicinali, e ad andare in rehab ogni qual volta esprima dissenso. Sottomessa a regole disumane, con il ricatto di “conquistare” la possibilità di vedere i figli.
La tutela legale, esercitata su chi ha disturbi mentali, e’ stata assegnata al padre quando Britney, nel 2008, ha avuto una crisi psichica. Da anni i fedeli fan mostrano supporto incondizionato con il movimento #freebritney. Il documentario “Framing Britney Spears” spiega chiaramente come stampa e media, con un approccio misogino, ossessivo e maniacale; hanno contribuito a distruggere mentalmente questa donna e madre.
Fin da quando ha spopolato le classifiche di tutto il mondo con la hit Baby one more time, la giovane star Disney e’ stata sbattuta sulle prime pagine come carne da macello. Massacrata su ogni dettaglio della sua vita privata e professionale. Gli attacchi duri e personali sulle copertine delle riviste e nei programmi di gossip, l’hanno spinta ad un punto di non ritorno. Tutti complici nello speculare, usando titoli ad effetto, con il solo scopo di monetizzare sul gossip volgare ed invasivo.
Gli stessi giornalisti che oggi si mostrano in prima fila a sostenerla, pretendendo di non ricordare l’accanimento e la persecuzione a cui l’hanno sottoposta. L’augurio e’ che i risvolti di quanto successo possano servire da monito, e che in futuro non si debba più assistere ad un nuovo caso “Britney”.

