BLOCCATE in AFGHANISTAN 81 STUDENTESSE della SAPIENZA

— Le 81 studentesse dell’università La Sapienza di Roma che erano nella lista del ministero della Difesa, sono rimaste bloccate a Kabul. L’ex rettore dell’università Eugenio Gaudio ha fatto sapere che insieme al protettore agli affari internazionali Bruno Botta, stanno lavorando a 360 gradi per sostenere gli studenti afgani iscritti alla Sapienza. 

Ma le studentesse non sono le uniche che sono bloccate in Afghanistan, è di ieri una mail scritta al Rettore di Padova da uno studente Afgano che ammesso all’Ateneo si scusa perchè non potrà’ essere presente nei termini alle lezioni…

«Caro signore, spero che lei stia bene — è l’incipit della lettera, scritta in un ottimo inglese —. Sono stato ammesso all’anno accademico 2021-2022 e beneficio di una borsa di studio del governo italiano. Il programma di studi, come mi è stato detto, partirà ad ottobre 2021. Però l’ambasciata italiana, a causa dell’attuale situazione che si è venuta a creare in Afghanistan, è chiusa e il personale ha già lasciato il Paese. Mi è impossibile presentare la domanda di visto nei tempi richiesti e temo che le difficoltà in corso comporteranno un notevole ritardo sull’arrivo a Padova. Ho paura che questa orribile condizione non mi faccia arrivare in tempo per l’inizio delle lezioni. Dunque, vorrei chiederle gentilmente di tenere in considerazione il mio caso».

Il Rettore di Padova, il Magnifico RIZZUTO, gli risponde celermente:

«Siamo perfettamente consapevoli e molto preoccupati di quanto accade in Afghanistan — gli ha scritto —. Ti assicuro che non vediamo l’ora di averti come studente. So che potresti sforare i termini formali per l’immatricolazione a Padova, ma faremo di tutto per aiutarti ad ottenere il visto e a raggiungere in sicurezza il nostro Paese. Chiederemo al nostro governo di inserirti nell’elenco dei cittadini afgani che potranno imbarcarsi sui voli per Roma e ottenere il visto attraverso una procedura semplificata. E spero di avere presto l’occasione di incontrarti personalmente a Padova»

Una realtà che molti giovani non vivono ma che fanno di tutto per complicarsi la vita diversamente…

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