Babbo Natale “ballerino”

——– Il Natale si avvicina e luci, decorazioni, fiocchi e Babbi Natale stanno riempiendo piano piano le nostre case , le piazze, i paesini e le città.
Tanti stili e colori diversi per dare libero sfogo alla creatività per rendere il periodo più bello dell’anno ancora più magico e luminoso.

In una cittadina dell’ Emilia Romagna c’è però un’ installazione che fa discutere.
A Modena infatti, in piazza XX Settembre è stato montato un Babbo Natale un po’ diverso dal solito che siamo abituati a vedere e che riempie la nostra fantasia fin da bambini…

Lunga barba e capelli bianchi candidi come la neve, occhiali rotondi sul naso, guance paffute, il sorriso che si intravede sotto i grandi baffi e il tipico abito rosso con grandi bottoni e cinta nera.
E’ lui, Babbo Natale, che nella notte del 24 dicembre porta doni a grandi e piccini arrivando dal cielo con la slitta trainata da imponenti e dolcissime renne, accompagnato dal suono di tanti campanellini e dall’inconfondibile “OH OH OH BUON NATALE!!!”.

Ma quello che si può vedere in una delle principali piazze modenesi, esce un po’ dalla classica immagine di sempre.
Si tratta di un Babbo Natale “ballerino”… in tutù, che sta accendendo parecchie polemiche, per molti infatti si tratterebbe di un’ immagine troppo effemminata.
L’icona di Santa Claus pare agli occhi dei più “critici” o attenti, come un arcobaleno per adulti più che l’immagine per i bambini. 
Un mix tra Babbo e Babba, che uscirebbe troppo dalla figura del Natale e dalla magia che emana da anni.
Ovviamente si scontrano le diverse idee, tra coloro che virano verso il “political correct” sempre e comunque e ovunque, e coloro che invece non transigono sulle basi delle tradizioni che sono fondamenta di ogni popolo e la forza sulla quale si basa uno Stato.

Anche l’autore ha voluto spiegare la sua opera: “Questo Babbo Natale è un inno alla leggerezza, mi sono ispirato ad una ballerina che si mette sulle punte e si alza quel poco da terra per volare leggera nel cielo. Credo sia quello di cui abbiamo bisogno in questo momento, quell’ironia che ci permette di prendere le cose un po’ meno sul serio”.

Sicuramente tra crisi economiche, pandemia, lockdown e l’altalenarsi delle situazioni, l’allegria e la spensieratezza sono fondamentali per alleggerire i pensieri, ma questo sdoganamento continuo delle tradizioni e delle figure mina continuamente le basi con le quali si è cresciuti.
Non si tratta di idee politiche o uguaglianza e parità dei sessi, ma di mantenere un’ideologia che non nuoce a nessuno e non crea nessuna diversità.

Il mondo muta, va avanti e si evolve, ma a volte bisognerebbe solamente fermarsi un attimo e pensare a quanto era bello nel nostro immaginario fantasioso, fremere la mattina quando il 25 dicembre ci si svegliava e si correva a guardare quale regalo c’era sotto all’albero di Natale.
Quel regalo tanto atteso e desiderato portato da “quell’ omone “ vestito di rosso che sapeva esattamente cosa desideravamo ricevere e riusciva sempre a farci felici.

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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