AUTOGOL o SCACCOMATTO

—- Alfonso Signorini impasta e mangia pane e gossip dalla nascita. Gli scoop sono il suo cibo quotidiano; da anni al timone della rivista Chi, e’ stato proclamato da tempo il re del pettegolezzo. Maestro dell’indiscrezione, lancia dalle pagine patinate notizie gossippare per tutti i gusti. Amicone dei VIP, riesce con nonchalance a carpire segreti e raccogliere confidenze. Alla direzione del settimanale cerca di trattare i chiacchiericci e le rivelazioni sui personaggi famosi con tatto e rispetto, ma passando alla conduzione del GFVIP ha dovuto cambiare registro.
Il reality e’ un animale lontano e diverso dalla carta patinata. La rete detta i numeri da realizzare e le dinamiche dei protagonisti devono seguire tempi ed aspettative. Dopo il successo della scorsa edizione, la paura di non riuscire a replicare si nota da diverse scelte discutibili. Iniziando dal cast, all’apparenza molto debole, in alcuni casi controverso, in altri da googolare; in pochi sembrano interessanti e con qualcosa da raccontare. Poi la rottura tra le due nuove opinioniste, poco credibile e per niente efficace. Ed i video di presentazione degli inquilini, una mossa marketing difficile da decifrare.
Nelle ultime ore conduttore e autori si sono giocati un Jolly, usando la guerra senza fine tra Prelemi e Gregorelli. Il contrapporre le foto di Pretelli, da un lato quella in cui bacia la tanto amata Giulia e dall’altro la tanto desiderata Eligreg, e’ un colpo inaspettato e provocatorio, per creare curiosità. L’infinita presenza sul campo di battaglia delle due fazioni, ha ispirato la produzione; i due gruppi, infatti, non fanno altro che insultarsi ad ogni occasione in un costante botta e risposta.
Tra un fandom che insorge gridando vendetta e l’altro che gongola, l’obiettivo di far parlare dell’inizio del GFVIP6 e’ stato raggiunto. La rabbia dei Prelemi e’ palpabile, urlano alla mancanza di rispetto e giurano di boicottare il programma. I Gregorelli, invece, esultano per la consacrazione ufficiale e pubblica del simbolo dei famosi 85 giorni.
Una giocata diabolica, che considerata la reazione di una parte di pubblico e alcuni media, potrebbe tradursi in autogol piuttosto che in scaccomatto.

