ALDO MORO : STARE DALLA PARTE DEL BENE





—————- Il 9 maggio 1978 l’Italia si svegliò con una sconfitta nel cuore… lo Stato Italiano aveva perso…
Aldo Moro venne ritrovato assassinato in via dei Caetani, nel centro della Capitale,emblematicamente vicina a Piazza del Gesù e a via delle Botteghe Oscure, poco lontana dalle sedi del Dc e PCI, dopo 55 giorni di prigionia in uno spazio piccolo e ristretto.
Il suo corpo senza vita era all’ interno di un auto, ucciso dalle Brigate Rosse.
44 anni dopo la sua uccisione ancora resta vivo il suo ricordo per non dimenticare che, con la sua scomparsa si è voluto colpire un modo di fare che stava camminando con il Paese verso un grande passo avanti.
Un uomo di grande proprietà di dialogo, che credeva nel valore della parola, della nobile arte del confronto, non solo un credo politico ma anche spirituale associato ad una grande capacità di analisi.
Una data incancellabile nella storia della Repubblica italiana.
Il presidente del Consiglio Moro (4 volte in carica) era simbolo di unione contro la più grande delle operazioni verso la Guerra Fredda, un terrorismo che stava uscendo dagli anagrammi segreti.
Con il suo rapimento, una mattina in via Fani a Roma, quando un commando delle BR lo rapì, l’intero Paese vacillò, ma era solo l’’inizio.
Un vero e proprio atto di guerra, un sussulto che minava la difesa della Democrazia fondamento supremo del bene dell’intera comunità.
Un’ agguato calcolato per intimorire e impaurire, dividere gli italiani e creare uno stato di smarrimento generale e di confusione.
Ma la lotta contro il terrorismo non si è fermata e non è finita quel tragico giorno.
Il Paese deve rimanere sulle file giuste, dalla parte del bene, e sarà pronto a combattere le barbarie e gli ostacoli che gruppi di persone potranno ancora mettere in atto, ricordando sempre gli uomini che hanno dato la vita per quello in cui credevano e per la salvaguardia dell’intero popolo italiano.
Fede, fiducia, unione e politica devono camminare di pari passo.

