A colpi di GOSSIP

————– Sembra che il giornalismo abbia perso la sua vera essenza, e che i giornalisti stiano diventando una specie in estinzione. La priorita’ non e’ piu’ controllare la veridicita’ delle notizie, ma pubblicarle prima delle testate concorrenti. Non importa che siano pettegolezzi, ma condividerli nel modo più veloce e succoso possibile. 

Con l’avvento dei social, la comunicazione e la divulgazione delle notizie si e’ dovuta adattare ad una competizione accanita, dovuta alla velocita’ della fruizione online, alla proliferazione di blog di gossip e news, e l’invasione di influencer che, giornalmente, trasformano il sentito dire in notizie certe. L’obiettivo non e’ piu’ informare ma fare incetta di follower, acchiappare like, e aumentare l’engagement.  

In tutto questo eccessivo frastuono di contenuti “esclusivi” lanciati come attraenti esche, si perde di vista la cosa piu’ importante e fondamentale per chi fa qualsiasi tipo di informazione: la verita’. L’autenticita’ della notizia e l’attendibilita’ delle fonti sono diventati, ormai, un piccolo dettaglio senza alcuna importanza. E mentre il gossip distrugge famiglie, rovina reputazioni e calpesta la dignita’ di esseri umani; chi lo pubblica, se c’è un fondo di verita’, si appella al diritto di cronaca; se, invece, fa acqua da tutte le parti, si nasconde dietro un semplice “presumibilmente”.  

Ieri il twitter di un influencer ha scatenato una bufera mediatica su Rihanna e Asap Rocky. Nel giro di 24 ore, sono arrivate le scuse ufficiali; tutto falso e infondato. Nel frattempo, la coppia di futuri genitori, e’ stata servita in pasto ad un tritacarne crudele e assurdo. Non certo un “unnecessary drama”, ma una vera e propria violenza, che poteva essere evitata se, chi ha deciso di pubblicare il falso pettegolezzo, si fosse fermato, per un momento, a pensare alle conseguenze e alle successive ramificazioni delle proprie azioni. 

Un gesto superficiale che mostra come oggi si e’ disposti a tutto per creare interesse ed attirare attenzione; che per un follower in più, molti non si fanno scrupoli ad usare la vita e svendere la privacy degli altri, e che i lettori dovrebbero esercitare di piu’ il potere del follow e unfollow. 

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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