In Balia dei FANDOM

——– Il rapporto tra fandom e personaggio famoso diventa, giorno dopo giorno, sempre più viscerale e, a tratti, perverso, Il contatto “diretto” ed immediato che i social permettono e’ un’arma a doppio taglio; ricevono un amore quasi palpabile ma aprono la porta a qualsiasi tipo di commento positivo o negativo, su qualunque argomento, dalla vita privata alle scelte lavorative, dalle amicizie alla gestione della vita sociale e privata.
Il rapporto si basa sul do ut des, i VIP regalano codici sconto e minuscoli barlumi di pura apparenza della propria quotidianità, i fans comprano ogni cosa che il proprio idolo promuove, li mandano in tendenza, li difendono a spada tratta sempre e comunque, massacrano pubblicamente potenziali rivali ed ex, aiutano a vincere Reality ed accaparrarsi contratti lavorativi, ed alzare le quotazioni sul mercato di pubblicità e promozioni.
Si creano, cosi’, dei veri e propri eserciti, di cui le “celebrities” vanno più che fiere e che mobilitano magistralmente in base a simpatie ed antipatie, ai brands che rappresentano, ai programmi che ospitano, alle collaborazioni, ai rapporti di coppia, alle situazioni familiari, alle vendette contro gli ex, ad ogni successo o insuccesso degli antagonisti. Tutto ciò, senza risparmiare nessuno e nella totale mancanza di rispetto di tutti; padri, madri, figli, colleghi, amici e partners precedenti.
Questa relazione, che sulla carta sembra idilliaca, nella realtà finisce per diventare una prigione, in cui i personaggi famosi si riducono a prendere decisioni su tutti gli aspetti della vita, in base a cosa penseranno e come reagiranno i fans. Una schiavitu’ a tutti gli effetti, dove ogni scelta e’ dettata non da volontà, desiderio e prospettive, ma dalle esigenti aspettative del fandom.
Una realtà squallida in cui le coppie non scoppiano, creano amori finti e nascondono i veri, non curanti delle offese contro i genitori, in un silenzio assordante quando i fans insultano gli ex con cui condividono figli, ed indifferenti davanti alle ingiurie contro colleghi che firmano ingaggi migliori.
Felici di essere schiavi e di pagare un prezzo altissimo in nome della dipendenza ossessiva da fama e successo.

