La LIBERTA’ di ESSERE

—– C’era un tempo in cui il mondo non era pronto ad ascoltare e capire, in cui la diversita’ faceva paura, in cui il pensiero dell’essere umano era offuscato da bigottismo e moralismo. Il diverso, ciò che non segue i canoni tradizionali, ciò che non si incanala in determinati modelli, ciò che si allontana da preconcetti ormai antiquati, per tanto tempo e’ stato considerato inaccettabile e intollerabile.
I membri della comunità LGBTQ+ per anni hanno dovuto nascondersi, terrorizzati di perdere il posto di lavoro, di essere discriminati nella vita sociale e familiare, di essere attaccati e picchiati brutalmente. Si sono celati dietro muri di bugie, finte storie d’amore, stili di vita illusori. Oggi, dopo tante lotte, tanti traguardi raggiunti, a tratti ci illudiamo che il mondo e’ più inclusivo, ma sempre più spesso rimaniamo delusi.
Erika Mattina, e’ uno degli ultimi bersagli di chi e’ convinto di avere il diritto di giudicare una persona per la propria sessualità. La grande colpa di Erika, finalista a Miss Mondo Italia, e’ di essere gay. E’ stata ricoperta da una pioggia di insulti, tra chi insinua che ha raggiunto il traguardo della finale solo perche’ omosessuale e chi si rifiuta di accettare che una donna che ama un’altra donna possa partecipare ad un concorso cosi rinomato, tra chi la rincuora che preghera’ per lei ed i suoi peccati e chi la vede come il male assoluto.
Viviamo in una societa’ in cui per molti e’ giusto giudicare ed insultare la parte piu’ bella, ma anche più intima e personale della vita di ognuno, come l’amore per un’altra persona. Continuiamo, invano, ad aspettare che il governo implementi leggi che tutelano da atti discriminatori, e che rendono il paese più civile.
Un paese, dove i pregiudizi nascono proprio in seno ad una parte della classe politica, dove non si e’ liberi di amare liberamente, dove, spesso, chi ama persone dello stesso sesso e’ vittima di atti di violenza e minacce, dove la sessualita’ viene considerata un affare pubblico, finche’ continuera’ a fallire nel proteggere una parte dei cittadini e nell’educare il resto della popolazione, non puo’ evolversi.

