Non è la Rai : CHI dice la VERITA’ ?

— Maria Vittoria CORASANITI —-
—– Sono trascorsi 30 anni, ma ancora oggi si parla tanto del programma cult “Non è la Rai“, al centro della cronaca da giorni, in seguito all’intervista di Laura Colucci, ex protagonista, rilasciata a “Today”. Laura ha fatto delle rivelazioni choc, svelando che “non era la favola che tutti credevano“. Dichiarando di aver avuto delle pressioni psicologiche e, che alcune ragazze hanno ricevuto richieste di prestazioni sessuali in cambio di visibilità. Lo stesso Gianni Boncompagni avrebbe avuto delle relazioni extraprofessionali con alcune di loro. A scendere in campo a difendere il programma, in primis è stata Pamela Petrarolo.
A cui ha fatto seguito la risposta di Laura:
“Ha fatto una controintervista che fa ridere. Quello che ha detto è assurdo, non sta né in cielo né in terra. Lei è una delle migliori amiche della cugina di una delle donne di Boncompagni, che quando stava con lui aveva 16 anni. Lui 60. Conosce perfettamente certe dinamiche. Non può dire che non esistono. Se fossi stata una che cercava visibilità l’avrei fatto a vent’anni“.
Ora è subentrata Ilaria Galassi, la quale è stata intervistata da “Fanpage.it”, ecco le sue parole:
“Sono molto dispiaciuta perché personalmente ho vissuto un’esperienza meravigliosa. Non mi hanno mai toccata e non mi hanno mai creato problemi psicologici. A me non è mai stato proposto niente. Non sono mai scesa a compromessi. Sono sempre stata scelta per la mia simpatia, esuberanza e anche per la mia bellezza. Avevo tantissimi fan e quando cantavo io, l’audience era alto. Se devo essere sincera, non ho neanche mai sentito che sia accaduto ad altre. Infatti non so come mai lei stia dicendo queste cose dopo trent’anni”.
Su Boncompagni:
“Non ha mai fatto schifezze davanti a tutti. Non l’ho mai sentito mettere in competizione le ragazze. Non l’ho mai sentito mettere in competizione le ragazze“.
Ha confermato quanto detto dalla Colucci, sul fatto che alcune ragazze, guadagnavano uno stipendio più alto. Ilaria era una di quelle che aveva un contratto diverso. Sulle richieste di sesso:
“Ma lei come fa a saperlo? Le ha viste? Le cose riportate lasciano il tempo che trovano. Se vuoi fare un’accusa devi essere sicura. Lo devi aver visto con i tuoi occhi. Per me, quello che lei dice sono solo delle grandissime stronz**e. A me non è mai accaduto. Non mi ha mai toccato nessuno. Mai. E andavamo anche a casa di Gianni a cena. Eravamo in tanti. C’erano anche i musicisti che facevano parte di Non è la Rai, le coriste. Eravamo un gruppo, dove si stava bene. A me, anche in quelle cene, non è mai stato proposto niente e non sono mai stata toccata. È anche vero che andavo pochissime volte, perché a mio padre non faceva piacere. Anche se sapeva sempre chi c’era e si fidava di me, avevo solo 15 anni. Io stavo una favola. Mi divertivo tantissimo. Si cantava, si parlava. A me non è mai capitato niente di brutto che sia legato a Non è la Rai. Entravo negli studi la mattina e andavo a fare dizione, poi mi dovevo preparare, c’erano le prove, la diretta, poi teatro, poi tornavo a casa, andavo a scuola e studiavo“.
“Per quanto riguarda me, Gianni ha fatto solo del bene. Non posso dire una cosa per un’altra. Nello sfogo di Laura c’è qualcosa che non mi torna. Perché lo sta dicendo adesso, che Gianni Boncompagni non c’è più?” Ma facesse i nomi. Si parla tanto di omertà e allora perché non fa i nomi e si mette a confronto? Vediamo queste persone cosa rispondono. Io parlo in base alla mia esperienza. Non ho mai visto Gianni palpare una delle ragazze. Voglio essere chiara: io non ho mai dovuto darla a Gianni Boncompagni. E non credo che lo abbiano fatto neanche le altre. Davvero, non capisco perché parli così. Sono sconvolta. Mi dispiace per Gianni”.
Viste le controversie abbiamo voluto approfondire l’argomento, per cercare di fare un po’ più di chiarezza. Per questo motivo siamo andati a ritroso, ed abbiamo trovato del materiale interessante che a quanto pare smentiscono le parole di Ilaria e di Pamela. Iniziamo da un articolo pubblicato dal “IlTempo.it” qualche tempo fa, che parlava della morte di Boncompagni e, dei diversi messaggi di cordoglio, anche in questa occasione ci furono opinioni differenti. Ambra Angiolini scrisse:
“Se n’è andato il giorno di Pasqua… è stato un genio anche nel salutarci…”
A colpire il segno, creando scalpore, fu la giornalista del Tg1, Barbara Carfagna, la quale sul suo profilo Facebook scrisse:
“Come cambia il racconto a seconda di chi si parla. Tutti amavamo e piangiamo la morte di Boncompagni. Io me lo ricordo a qualche festa in cui si parlava di Berlusconi. Anche lui aveva avuto amanti minorenni e le aveva piazzate con successo, perfino nella Tv di Stato. Una di queste amate e piazzate era Isabella Ferrari, 16 anni, qui insieme a uno dei più grandi accusatori di Berlusconi per le vicende Ruby e Noemi (al post era correlata una foto in cui vi erano Boncompagni, la Ferrari e Travaglio). Lei e la Gerini considerate due miracolate per averlo avuto accanto, una oggi è pure sofisticata intellettuale in teatro con Travaglio… perché alla fine questo è l’esito di un comportamento oggi condannato, negli anni ’80”.
Parole forti in un momento molto delicato, a quel post rispose proprio Travaglio:
“Una valorosa collega della Rai ha approfittato della morte di Bonco per farsi pubblicità gratuita.. ai matrimoni c’è sempre qualcuno che vuole essere la sposa e ai funerali qualcuno che vuole essere il morto.” Alla collega smemorata e male informata che le mie polemiche e il processo a Berlusconi per le minorenni non hanno mai riguardato il suo sacrosanto diritto di fare ciò che voleva nella vita privata, ma la sua ricattabilità come uomo di governo e di Stato…“
Aggiungendo di “non essere un doppio pesista, bacchettone”, anzi di essere legato da una bella amicizia con Boncompagni. Non tardò ad arrivare la controreplica di Barbara Carfagna:
“Leggo che Travaglio l’ha presa sul personale, ma sono d’accordo con lui sulle diverse responsabilità tra un premier e un autore tv, ciò non toglie che il consenso come i costumi cambino negli anni e che episodi analoghi vengano valutati in base ai tempi e alle persone. E non comprendo l’utilizzo delle virgolette per giornalista. Certamente non sono in discussione la professionalità delle Gerini e della Ferrari che da giovani hanno scelto di legarsi a un uomo adulto creativo e interessante. La libertà al primo posto“.
Effettivamente Boncompagni fece parlare molto di sé, anche sulle sue storie d’amore. Fra tutte quella con Isabella Ferrari, si conobbero sul set di “Sotto le Stelle”, stiamo parlando dei primi anni 80. Quando nacque la relazione lei era minorenne, aveva 17 anni, è sognava di diventare attrice, mentre lui aveva 50 anni. Su di lei disse sempre che il suo obiettivo era quello di farla diventare colta, ma non ci riuscì e, che solo successivamente fece dei miglioramenti. La Ferrari affermò di aver vissuto una bellissima storia, la rispettava come donna, anche se le diede fastidio che fu infangata da critiche. Con Claudia Gerini duró ben 8 anni, lei lavorò con lui a “Primadonna” ed a “Non è la Rai”. Relazione che risale agli inizi degli anni 90, dopo qualche anno, dalla sua partecipazione e vittoria al concorso Miss Teenager 1985, in cui Gianni era in giuria, lei ai tempi del concorso aveva 13 anni. Tra loro ovviamente una netta differenza di età, lei 18 anni, lui 58. L’attrice in una vecchia intervista al settimanale “Oggi”:
“Capisco che, vista ora e vista da fuori, sembri una relazione scabrosa. Oggi ci arresterebbero, Gianni me lo diceva spesso: “Siamo due pazzi”. Ma mi creda: nonostante l’enorme differenza di età, era una relazione alla pari. E non c’era alcun tipo di corruzione, non ho avuto niente in cambio, nulla di materiale“
Fu proprio Boncompagni in un’intervista rilasciata a Sabelli Fioretti, ad ammettere di preferire le ragazze giovani a quelle della sua età:
“Anche se volessi andare con una mia coetanea sarebbe difficile perché sono quasi tutte morte”.
Il programma subì fin dall’inizio scalpore, creó un netto spaccato nella televisione. Non si era abituati a vedere giovani ragazze ballare e cantare con abiti succinti, con un carattere sfacciato, sguardi ammiccanti. Da subito vennero definite “Lolite”, ragazze oggetto. Il settimanale “Oggi” ha intervistato alcune di loro, ed è emerso che guadagnavano bene, come afferma Cristina Quaranta:
“Se ai tempi fossero esistiti i social, saremmo diventate milionarie. Guadagnavamo bene: il programma ci fruttava centomila lire a puntata, ma poi c’erano serate e ospitate. Ne facevamo quattro a weekend, arrivavo a prendere 12 milioni di lire in due giorni”.
Maria Monsè invece venne inserita a “Non è la Rai” grazie a Vittorio Sgarbi:
“Io sono entrata a Non è la Rai grazie a Vittorio Sgarbi. Arrivavo da Catania, mi ero presentata davanti agli studi, ma i provini c’erano già stati. In quel momento vidi la macchina di Vittorio Sgarbi, gli chiesi di entrare con lui, per poter parlare con Gianni Boncompagni, che poi mi prese“.
Molto interessante il servizio di “Nemo – Nessuno escluso” del 09/11/2017, a cura di Antonella Spinelli, in cui si parla di molestie sessuali nell’ambito del mondo dello spettacolo, insieme alle ex protagoniste di “Non è la Rai”. Sabrina Mariangeli, Letizia Sedrick, Francesca Pettinelli, Miriana Trevisan, raccontano le proposte ricevute anche dopo il programma, per poter far carriera nel mondo televisivo “. La giornalista ha fatto domande molto dirette:” Ti è capitato di subire delle molestie sessuali”?
Sabrina Mariangeli aveva 16 – 17 anni quando riceve la prima proposta indecente. Un produttore durante il provino, le chiede di interpretare una giovane ragazza tossicodipendente, pronta a prostituirsi pur di riceve la sua dose. Fin qui niente di strano, ma leggete cosa le dice ad un certo punto:
“Allora adesso proviamo a far finta che tu vuoi avere la tua dose di cocaina, quindi mi slacci i pantaloni e fai insomma un p******” “Ho detto scusa cosa devo fare? Un maledetto, mi ricordo proprio il termine, disse:” Tu adesso ti avvicini, mi baci un po’”.”Veramente uno schifoso con una ragazzina di 16 anni 17 anni. Era grande poi lui tra l’altro, ed era anche uno di quelli grossi. Mi è capitato un altro di personaggio famoso, ero seduta su questa poltroncina davanti alla sua scrivania. Mi ricordo, lui fece il giro, venne dietro le spalle e cominciò a massaggiarmi (facendo il segno di un massaggio sulle spalle ndr). Ecco la Mannaggia, e dai con ste mani… Ad un certo punto mi giro, ho fatto: Beh però adesso si deve fermare, perché non capisco il massaggio a che serve mi scusi! E li se so gelati chiaramente i rapporti, e basta finita lì. Nel mio ambiente si diceva di me:” Quella è una s******, non la dà a nessuno”
A Letizia Sedrick è stato chiesto se finita l’esperienza di “Non è la Rai”, avesse cercato di intraprendere la strada nel mondo dello spettacolo, ed ovviamente se avesse ricevuto proposte particolari e molestie.
Letizia Sedrick:”Si, la carriera di attrice, ero da poco uscita dalla trasmissione e, questa persona gestiva delle persone molto importanti, anche dei cantanti molto importanti e mi voleva a tutti i costi. Una persona molto grande, io credo 75- 80 anni, io ne avevo tipo 22. Insomma mi disse:”Guarda ti prendo una casa in affitto sotto il mio attico, lui abitava a San Pietro, dove ovviamente non dovrai pagare nulla, non ti dovrai preoccupare più di niente a livello economico. Puoi avere anche un fidanzatino, l’importante è che mi lasci guardare mentre ovviamente voi fate (sesso) e, tra noi due comunque sia, non ci sarà mai nessun atto sessuale”. “Mi disse, ancora me le ricordo, queste sue parole:” giusto qualche carezzina”. “Ho lavorato anche con una persona che ha cercato di farmi prostituire in maniera molto elegante, sempre nel mondo dello spettacolo. Questa donna che io conoscevo molto bene, mi presentava spesso le persone facoltose. Andammo un giorno in un ristorante, e venne questo avvocato, e io a un certo punto gli dissi: Guarda che io, a provocazione perché ormai ero entrata in determinati meccanismi. Guarda io faccio solo la fidanzata. Allora guardó questa tra virgolette amica, e le disse:”Hai capito la s****, lei fa solo la fidanzata. È questa forse la cosa che mi fece più male, perché di questa persona mi fidavo molto, soprattutto perché era una donna“.
Francesca Pettinelli:
“Mi è capitato più di una volta, di avere a che fare con personaggi che in cambio diciamo del sogno volevano qualcos’altro. Una volta proprio con un produttore, un discografico (noto), perché gli piaceva la mia voce e che voleva farmi incidere un brano, che secondo lui era molto adatto alle mie potenzialità e, quindi mi portò a registrare questo pezzo e:”ok raggiungimi perché io alloggio in questo hotel”. “Allora io lo raggiunsi mi da questo CD e li si dichiara:”Guarda mi piaci tantissimo, sono molto attratto da te”. “Voleva altro insomma, con una scusa anche carina poi tra l’altro quasi a giustificarmi io, me ne sono andata, e lui è scomparso. Non l’ho mai più sentito. A quel punto ho capito che non era quella la strada, cioè il sogno in cambio di sesso, No“.
D: Quando hai iniziato la tua carriera in televisione?
Miriana Trevisan:
“Avevo circa 17 anni”.
D: Ti è mai capitato di subire dei ricatti tipo sessuale?
Miriana Trevisan:
“Certo che mi è capitato, andai in questo camerino:”Potremmo fare questo, ma potresti fare anche film”. Quindi aveva questa potenza, puoi fare questo o questo o quell’altro, ho cominciato a sognare con la mente. Poi ha cominciato a chiedermi cose della mia vita privata:”Sei fidanzata? Ma come va sessualmente?” Feci per andarmene verso la porta, lui si avvicinò di scatto a me, me lo ricordo perché con le mani cercò insomma di baciarmi, mi strinse contro la porta. Io apriì di getto dicendo: No! Sono uscita, e incontrai una della produzione che mi disse: “Hai ancora rossetto? Non ci vedremo più qui Miriana e, mi abbracciò. Io andai via.”
D: E poi invece gli altri episodi che hai avuto?
Miriana Trevisan :
” Una sera mi hanno fatto fare il regalo del compleanno del figlio di un politico, mi trovai all’interno di una casa in un ascensore che si aprìì su questi ragazzini. Così che mi guardavano come se fossi uno strano animale Vabbè non solo questo. Io andai in agenzia il giorno dopo, e gli dissi:”Guarda io queste cose non le voglio”. Mi minacció dicendo:”Non lavorerai mai più”. Facendo finta anche di chiamare. Finta o davvero questo io non lo so, c’era una voce dall’altra parte. Di chiamare l’uomo più potente in Italia, disse:”Miriana non la facciamo più lavorare“.
La giornalista di Nemo a questo punto, fa una giusta osservazione:”A sentire i loro racconti, pare che alcune di loro abbiano subito molestie sessuali. Ma perché nessuno ha deciso di denunciare?
Miriana Trevisan:
“ Mi ricordo di aver pensato: non ce la faccio, forse ho sbagliato proprio, ho sbagliato io qualcosa. Ti vengono mille pensieri. Vieni isolato se non stai al gioco“.
Letizia Sedrick:
“Ho pensato: se questo è il mondo dello spettacolo, qui non ne usciamo vivi. Tutti sanno, tutti ne parlano, però nessuno dice, nessuno denuncia“.
Francesca Pettinelli :
“Come fai?” “È la parola tua contro la mia”. “Cosa denunci? Hai paura, un uomo così potente, tu piccola, piccola, che pensi di fare?! Il dubbio ti rimane logicamente se avessi accettato!?“
Sabrina Marinangeli:
“Mi conviene? Poi che faccio, non lavoro più, mi chiudono le porte?! È un problema, è un problema serio e, loro se ne approfittano di questo”.
Miriana Trevisan che nel 2017 a Nemo non fece i nomi da chi ricevette molestie. Successivamente a Vanity Fair, dopo lo scandalo legato a Weinstein, ha svelato che si trattava del regista Giuseppe Tornatore, colui che l’appoggiò alla porta e cercò di baciarla. Tornatore ospite da Fazio, nel programma “Che tempo che fa” disse:”Io ho la coscienza a posto”. Miriana accusò anche il produttore Massimiliano Caroletti, marito di Eva Henger. Intervistata nel programma “I Lunatici” su Radio Rai2 nel 2019, sempre la Trevisan, parlò di “Bullismo”, dispetti, tanti retroscena scioccanti, che avvenivano tra le ragazze di “Non è la Rai”. Asserzioni che si riconducono anche alle parole di Laura Colucci. Ecco quanto emerge dall’ ‘intervista a Miriana:
“Non è vero che tra ragazze ci odiavamo. Almeno io non odiavo. Però è molto probabile che ci fosse, visto che eravamo molte giovani, qualche dispetto. C’era anche un po’ di bullismo. Soprattutto da parte di alcune mamme. Forse bullismo è un termine esagerato, ma quando ci sono cento ragazze possono capitare dinamiche simili”
Gli scandali associati a “Non è la Rai” furono tanti, non solo il coinvolgimento nel programma di ragazze minorenni. Ci fú anche la truffa legata al gioco del cruciverbone, messa in luce in diretta da Enrica Bonaccorti. Nel 1994 Ambra ancora adolescente, sotto l’attenta guida di Boncompagni, si schierò e fece una vera e propria campagna elettorale, a favore di Silvio Berlusconi. Azione che oggi sarebbe vietatissima, anche se sappiamo che si trova sempre un escamotage, per lanciare messaggi subliminali. Sempre per dovere di cronaca, ricordiamo che giorno 8 Marzo 1994 un gruppo di femministe romane, organizzarono un corteo verso studio 1 del Centro Palatino di Roma. Una forma di protesta contro il programma che stava stravolgendo l’immagine della donna, svilendo l’identità femminile, per loro sempre più “donna oggetto”. Il gruppo femminista però anticipó la loro idea, così Boncompagni decise di sfidare questo gesto, anche per proteggere le ragazze. Decise infatti di andare comunque in onda, ma furbamente registrò la puntata il giorno prima, fu la prima volta che non venne trasmesso in diretta. Non si limitó solo a questo, visto che si criticava tanto il look succinto delle ragazze, la loro spregiudicatezza, ed il fatto che erano comandate, Boncompagni le fece vestire con abiti da sposa, proprio come provocazione. “Famiglia Cristiana dedicò un articolo contro il programma, e questa fu la risposta di Boncompagni:
“Faccio un programma privo di contenuti, non voglio lanciare nessun messaggio. Dicono che propongo “un insopportabile clima da gita scolastica in torpedone”. E allora? Cosa c’è di male? Sono d’accordo, solo che toglierei il termine insopportabile. E poi abolirei la parola volgare, perché io pretendo da tutti i miei collaboratori delle inquadrature castissime“.
Aneddoto anche forse simpatico, la forzatura di piangere durante le canzoni romantiche, o triste. Si scoprí che le ragazze facevano largo uso di collirio, che appunto causava lacrimazione.
Noi non vogliamo giudicare nessuno, però dopo quanto letto, ci sorge qualche perplessità nei confronti di quelle ex protagoniste come Pamela e Ilaria, le quali sostengono che sia tutto falso quanto detto dalla Colucci. Noi vi abbiamo riportato notizie che risalgono a qualche anno fa, ed appartengono a fonti sicure, e non penso che le altre abbiano avuto voglia di raccontare bugie. Quindi la domanda sorge spontanea: o loro non venivano invitate a cene, a provini, oppure facevano parte di un altro programma.

