SOPRAVVISSUTE non VITTIME

— Sono 175 gli anni di carcere che Larry Nassar dovrà scontare per aver abusato sessualmente di più di 500 adolescenti. Il medico sportivo della nazionale americana di ginnastica artistica, per oltre vent’anni ha potuto approfittare liberamente di centinaia di giovani atlete; ragazze con il sogno nel cassetto di conquistare il podio. Quelle che un tempo erano bambine indifese, oggi sono giovani donne, un esercito di sopravvissute, che unite e con coraggio hanno affrontato il mostro in un’aula di tribunale. 160 atlete hanno testimoniato raccontando i dettagli delle molestie e degli abusi perpetrati sotto le sembianze di procedure mediche.

Non più vittime, ma donne risolute e tenaci che hanno trovato la forza di andare contro ad un sistema costruito su silenzi e indifferenza. Le denunce e le proteste di molte sono state del tutto ignorate dal Comitato Olimpico, le organizzazioni sportive e l’Università del Michigan, al fine di preservare l’immagine perfetta e vittoriosa della ginnastica americana. Le voci di tante adolescenti, che dovevano essere difese e protette, sono rimaste inascoltate per tantissimi anni. Vista la posizione lavorativa, al medico sportivo, e’ sempre stata data libertà di rimanere solo con le atlete e continuare gli abusi sessuali, senza alcun tipo di controllo. 

Con Nassar in galera ed i risarcimenti ricevuti, le guerriere della ginnastica statunitense hanno lanciato un atto d’accusa contro l’FBI. L’agenzia governativa e’ colpevole non solo di avere sottovalutato le testimonianze, ma anche di avere seppellito in un cassetto la relazione delle indagini, lasciando uno dei più mostruosi molestatori di minori a diretto e libero contatto con le prede. 

I racconti delle vittime sono stati trattati con superficialità, insensibilità e scetticismo. Da un lato un clima di omertà per proteggere medaglie e sponsors, dall’altro la totale incapacità di saper comprendere e supportare chi denuncia. A pagare le conseguenze di questo sistema malato e impreparato, ragazze innocenti, che hanno dovuto andare oltre le proprie sofferenze, traumi e  paure, per scardinare la reiterata procedura di insabbiare e nascondere qualsiasi tipo di scandalo nel vincente mondo dello sport.

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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