POLITICAMENTE SCORRETTO

—- Alfonso Signorini, da tempo, ha abituato il pubblico del GFVIP ad un approccio, alla conduzione del programma, “due pesi due misure”. Le paternali tediose e soporifere, le squalifiche senza possibilità di replica e l’indignazione a favor di “tendenze”, sono state un po’ il leitmotiv della scorsa edizione. Come dimenticare l’umiliante uscita di Fausto Leali, la brevissima permanenza di Stefano Bettarini, la lavata di capo en passant a Francesco Oppini, la brusca espulsione di Denis Dosio, la dura condanna al sessismo di Filippo Nardi e la sparizione nell’oblio del confessionale di Alda D’Eusanio

Quest’anno il direttore di Chi e gli autori, in merito ai provvedimenti disciplinari, avevano messo le mani avanti ancor prima dell’inizio del programma. Annunciando un approccio più leggero ed elastico alle cadute di stile dei concorrenti, spostando il focus non sulle parole pronunciate ma sull’intenzione ed il contesto. Tradotto in parole povere, squalificheranno gli inquilini “spendibili” come, perché e quando decideranno loro. 

Gli scivoloni dei vipponi non si sono fatti attendere, i social sono implosi, reclamando a gran voce punizioni e squalifiche senza passare nemmeno dal via. Nel reality, si sa, la coerenza non e’ di casa, ma il salto repentino, di autori e conduttore, da inquisitori a bonaccioni, e’ un passo falso in un campo minato. 

Il messaggio e’ chiaro, non ci sara’ nessuna pietà davanti a bestemmie, parole contro le donne e discriminazioni sessuali; ma il GF, nel bene e nel male, e’ una fotografia della realtà, ed il politicamente scorretto, purtroppo, ne fa parte. Tutti coloro che si indigneranno per un ri**hione, bit**, un grattino di troppo sono dei bacchettoni. 

Un discorso superficiale e molto pericoloso. Sdoganare il concetto che usare parole volgari ed offensive e’ accettabile se si fa con “il cuore”, e’ un esempio diseducativo di cui non abbiamo bisogno. Ora piu’ che mai, e’ importante mostrare modelli che permettano alle nuove ed alle vecchie generazioni di evolversi e crescere nel rispetto e nell’accettazione dell’altro e del diverso. Insegnare che le parole sono importanti ed hanno un peso e’ un primo piccolo passo nella giusta direzione. 

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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