Allarme CONGEDI docenti NO VAX

— Maria Vittoria CORASANITI —- Le scuole stanno per riaprire, ma occorre fronteggiare ad un grande problema. Molti professori no vax chiedono congedi e aspettative, contro obbligo Green Pass.
Tra qualche giorno prenderà il via il nuovo anno scolastico, ma il mondo della scuola è in pieno caos. Per capire bene cosa sta succedendo, dobbiamo partire a monte dal “Piano Scuola” del Ministro Bianchi. Ecco alcune dichiarazioni rilasciate dal Ministro:
“Tutti i docenti e il personale della scuola che non avrà il Green Pass sarà sospeso. Il mancato rispetto delle disposizioni è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato. Il green pass non è un elemento punitivo, ma una misura di tutela. […] Quanto al non obbligo di green pass, abbiamo comunque fiducia nei ragazzi e siamo già a buon livello: è una fiducia ben riposta verso gli studenti. Stiamo inoltre facendo un monitoraggio sistematico: abbiamo dato più di 100 milioni al commissario per questo”.
I presidi italiani sono molto preoccupati, hanno il timore che nel momento in cui riapriranno le scuole, molti professori non si presenteranno. Come appunto ribadito nel “Piano Scuola” e dal “Decreto Green Pass”, che entrerà in vigore dal 1 settembre, chi non ha effettuato il vaccino, e quindi non possiede il Green Pass, sarà sospeso dal lavoro e, non percepirà lo stipendio. Sul “Messaggero” è stata lanciata una notizia sconcertatante, a quanto pare, ad alcuni presidi italiani, sono arrivate tantissime richieste di congedi e aspettative, da parte di tanti docenti che cercano di ovviare all’obbligo del vaccino, i cosiddetti “no vax”.
Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, invece, sostiene che il 90% circa del personale che opera nelle scuole si è vaccinato. Quindi non dovrebbe sussistere tutto questo allarmismo che si è creato. Intanto però i dirigenti scolastici sono allarmati, fino a far arrivare il loro grido di allarme ali media. Tra quelli non in regola, non vanno considerati solo i “no vax”, ma anche quelli che hanno aspettato di ritornare dalle ferie per effettuare il vaccino, altri ancora non hanno ricevuto la certificazione. C’è invece chi ricorrere ad espedienti gravi, è quanto emerge nel Lazio. Sembrerebbe che almeno il 2% del personale scolastico, che non vuole sottoporsi alla vaccinazione, per poter lavorare, si sono recati dai medici di famiglia, muniti di certificati di specialisti, in cui vengono riportate delle patologie particolari, non compatibili con il vaccino. Si tratta però di certificati senza valore, da cui i medici curanti non possono disporre alcun tipo di documentazione. I medici che si sono rifiutati di assecondare questi trucchetti, sono stati minacciati, di essere revocati.

