Il declino della regina degli ascolti

— La sensazione che stesse finendo un’era, aleggiava nell’aria già da tempo. La notizia è partita mesi fa da Dagospia, ma adesso che siamo alle porte della presentazione ufficiale del palinsesto Mediaset,  il vociferare, che nel prossimo autunno Domenica Live e Live-Non e’ la D’urso non andranno in onda, si fa sempre più insistente. A Barbara D’Urso rimarrebbe solamente la fascia giornaliera, dal Lunedì al Venerdì, del caffeuccio pomeridiano con  Pomeriggio Cinque. 

La regina degli ascolti, che fino a ieri ha padroneggiato su Canale 5, sembra avere perso il suo tocco magico e molti consensi. La presentatrice di punta della rete ha costruito il suo impero su un modello televisivo ben preciso, fatto di gossip trash, buste shock, opinionisti giullari, ospiti opportunisti; creando meteore televisive e ospitando “personaggi” discutibili, con un occhiolino ai fatti di cronaca e di politica.

Un tipo di televisione che non e’ mai piaciuto a molti colleghi e alla critica televisiva, ma sopportato a denti stretti dagli addetti ai lavori e supportato dalla dirigenza perchè premiato da ascolti importanti. Ma il vento sembra essere cambiato, e in questo ultimo anno qualcosa del giochino gossipparo si e’ rotto. L’ormai collaudato modus operandi di dare voce e pubblico a qualsiasi tipo di pettegolezzo, anche quello più volgare e dannoso, per poi ergersi a superpartes e decantare l’amore ed il rispetto per tutti, ha smesso di funzionare. 

Adesso che la Carmelita del popolo sembra essere in ginocchio, spuntano da ogni angolo molti di quei detrattori che fino a ieri borbottavano alle sue spalle, e adesso approfittano per urlare disappunto e disprezzo per le trasmissioni di stampo dursiano. 

E’ certo che a nessuno mancheranno gli opinionisti seriali, i morti di fama, le sfere rabbiose, le buste spietate, i gossip da macello e i “nuovi mostri”. Non bisogna, però, dimenticare, che Barbara D’urso, nel bene e nel male, e’ una macchina da guerra della televisione, che ha dato tanto alla rete ed e’ ancora amatissima da una parte di pubblico. Forse ha perso la sua corona ed il suo regno, ma rimane una fenice, si ergerà dalle sue ceneri e in un modo o nell’altro tornerà sui nostri schermi.  

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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