Sophie Turner : “Mi sentivo GRASSA ed INDESIDERABILE”

————- Bella, bellissima, di una bellezza eterea e impalpabile, leggera e sofisticata..
 Lei è Sophie Turner, la Sansa Stark protagonista della saga del Trono di Spade, che ha raccontato una parte della sua vita difficile e intima.

L’attrice ha vissuto sulla propria pelle le difficoltà che si possono incontrare  quando la notorietà è ad altissimi livelli, e nn puoi permetterti di mostrarti ne brutta ne debole alla società, secondo i suoi canoni, che tra social e critiche può diventare il tuo peggior nemico.

Appena 13 anni e Sophie si è trovata nel vortice della fama mondiale, The Game of Thrones, ha a dir poco spopolato e i protagonisti consegnati al successo.
Ma la grande popolarità implica un’esposizione mediatica non sempre facile da gestire, per inesperienza anche data dalla giovane età, e Sophie è caduta nel turbinio dei disturbi alimentari.

L’ossessione di un corpo perfetto, la grande difficoltà di accettare il proprio e il proprio essere, sono sinonimo di una sensazione di inferiorità che si prova quando il mondo chiede troppo, oltre alle nostre possibilità, e quando ci sento troppo spesso anche erroneamente inadeguati e non all’altezza.
Uno stato che rapisce molte ragazze, dello spettacolo e non, dal quale non è facile uscirne.
Il continuo essere messi davanti a immagini di perfezione e di bellezza con stereotipi innaturali ed esagerati, finti e solo di apparenza.
Fortissime pressioni sui social e anche sul set che l’hanno portata ad allontanarsi dai social, perché era diventato impossibile la convivenza tra i pensieri negativi e i commenti pesanti e senza scrupoli degli haters.

Se ne può uscire, non in modo facile, e con l’aiuto fondamentale di una buona terapia, che ci faccia capire, perché tutte noi siamo possibili “vittime” di questo orrendo mostro sempre in agguato, che la bellezza è in ognuna di noi in modo esclusivo.
I piccoli difetti, le particolarità che abbiamo ci rendono uniche e sono proprio quelle che nel mondo ci fanno brillare in mezzo ad una società di massa plastificata e omogenea.
Ci vuole tanta forza e un buon sostegno, il rifiuto del cibo è il primo passo per darla vinta ad un vortice nero e profondo, che ci può travolgere in una forte depressione, e a portarci a  sentirci ansiose e non adatte.

Sophie ce l’ha fatta, e ognuna di noi può vincere questa ed ogni altro tipo di battaglia.
Dovremmo solo chiederci “Vale la pena perdere se stesse per una tossica e inquinante società di massa, che avvelena gli animi e le personalità???”.

SOCIAL

Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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