GFVIP6 COSA RESTERA’ – III PARTE

———— In un’edizione in cui le donne sono state le regine indiscusse, e gli uomini, spesso, un semplice contorno; la maggior parte del pubblico sognava la finale perfetta tutta al femminile. Ma le donne sono cadute per futili motivi, e le dinamiche di coppia hanno preso il sopravvento, sovrastando la logica di portare al traguardo il più amato o chi ha dato di più.
Il potere social dei Jerù ha influito sulla votazione del meno peggio di questa annata disastrosa in termini di cast. Una grande famiglia nata da parole mai dette, baci mai dati, e sentimenti mai sbocciati tra il nobile Barù e la vincitrice Jessica. Barù, con il suo fascino naturale, il cuore da orsetto, e un umorismo cinico; ha ammaliato tutti. Ma è sempre bene diffidare di chi critica e snobba i reality, soprattutto quando ci sono caduti dentro con tutte le scarpe; tra alleanze strategiche, rutti liberi, istinti primordiali ed il gioco del flirt no flirt.
Davide Silvestri ha vissuto l’esperienza come una partita a Risiko. Rancoroso, maniacalmente strategico e morbosamente competitivo. Un uomo che, raggiunto il successo dopo che i riflettori si sono spenti, ha saputo rialzarsi e rimettersi in gioco. Coerente con i propri valori, ma poco incisivo contro i vari teatrini e le cattiverie dei compagni di merende. Quanto recita è nel suo elemento, ma l’iguana e Franco sono da dimenticare.
Giucas, quatto quatto, con l’attitudine vincente dell’acqua mi bagna il vento mi asciuga, è riuscito ad arrivare indenne fino alla fine.
Gli unici uomini che avrebbero potuto rubare lo scettro alle donne sono i 3 moschettieri Manuel, Aldo e Gianmaria. Manuel ha vinto la sfida contro se stesso, condiviso un messaggio forte ed importantissimo, e trovato il grande amore e due amici per la pelle. Gianmaria ha preso schiaffi da chiunque, ma ha sempre risposto con educazione e signorilità. Dentro la casa ha riscoperto se stesso e sconfitto le sue insicurezze. L’amore con Federica è il lieto fine che si merita. Aldo, leale, corretto, carismatico, un campione nello sport e nella vita. Un punto di riferimento per tanti, ma l’incubo peggiore di Belli perché incarna tutto quello che lui vorrebbe ma che evidentemente non potrà mai essere.

