Camouflage del sorriso. Il trattamento ortodontico per un profilo da “non ritoccare”!
Con la consulenza del Dr Giovanni Lopez, Specialista in Ortodonzia a Roma.

—— Julia Roberts, un esempio di 3a classe dentoscheletrica.
Nell’immaginario comune il mondo delle star fa spesso rima con (finta) perfezione e non c’è cellulite, ruga o acne che possa scampare alla bacchetta magica di photoshop. Ma certi difetti, si sa, se legati ai denti e sopratutto alle malocclusioni sono veramente difficili da mascherare!
Sono tanti i volti famosi imperfetti da poter citare per identificare le diverse classi dentoscheletriche. Alcuni ne hanno fatto
il loro punto di forza ma spesso dietro una scelta estetica c’è un vero e proprio beneficio sulla salute.
Mento retruso o seconda classe dento scheletrica

Il volto che presenta il mento retruso o incassato dona al profilo un aspetto sfuggente e poco definito. Mr Bean e Austin Powers sono i personaggi più rappresentativi che vengono alla mente per definire questo inestetismo, ma anche attori come Tobey Maguire e Lauren Lapkus non godono di certo di una definizione mandibolare particolarmente pronunciata.
Questo inestetismo viene individuato come 2a classe di sviluppo delle ossa del volto, dove il mascellare tende a crescere più velocemente della mandibola che spesso appare più corta, arretrata e ruotata all’indietro. Il profilo della faccia è tendenzialmente convesso.
Ciò può non essere solo causa di disagio estetico ma anche comportare problemi legati all’occlusione dentale difettosa, dolore dell’articolazione temporo-mandibolare, provocare dolore se si ride o si mangia, difficoltà respiratorie, apnee del sonno e problemi posturali con conseguenti mal di schiena.
Mento Sporgente o terza classe dento scheletrica

Il mento sporgente, la cosidetta “scucchia”alla Totò, è un problema comune a molti che possiamo trovare su donne bellissime come Kate Middlton (moglie del reale Henry d’Inghilterra) Kristen Stewart (start di Twilight) e Jennifer Aniston (ex di Brad Pitt e protagonista della famosissima serie Friends).
Questa tipologia di malocclusione è definita 3a classe dentoscheletrica: il mascellare superiore non si sviluppa in maniera proporzionale allo sviluppo della mandibola che risulta più lunga con il mento sporgente. Il profilo facciale è generalmente concavo.
Per alcune persone il problema del mento pronunciato è prettamente estetico, ma per altre nasconde una malformazione dello scheletro facciale con problemi diretti su salute orale, difficoltà a mordere e masticare il cibo.
In tutti questi casi, più precoce è l’intervento ortodontico più probabilità esistono di correggere o per lo meno ridurre l’entità della discrepanza.
Infatti, casi particolarmente complessi, non intercettati in età pediatrica, possono richiedere l’intervento del chirurgo maxillo-facciale per correggere la discrepanza scheletrica.
Tuttavia, grazie a particolari tecniche ortodontiche, è possibile oggi effettuare dei trattamenti esclusivamente ortodontici tramite i quali la malocclusione scheletrica viene mascherata dal solo spostamento dentale in modo da ottenere allo stesso tempo un buon risultato estetico sia a livello dell’occlusione che del viso del paziente.
Un camouflage del sorriso!
Ecco perché, malgrado sia opportuno iniziare da bambini, un adulto non ha alcun motivo per scoraggiarsi a correggere e migliorare il suo sorriso.
La buona riuscita di questo tipo di trattamento e la qualità del risultato ottenuto dipendono da tante variabili. Tra queste, risulta essere di primaria importanza l’esperienza dello specialista in ortodonzia il quale deve saper riconoscere il paziente ideale sul quale attuare questo tipo di terapie e la sua abilità nel mettere in atto meccaniche di trattamento spesso complesse.

Dr Giovanni Lopez, Odontoiatra Specialista in Ortognatodonzia, coordinatore dello Studio di Odontoiatria e Ortodonzia del Centro Medico Parioli a Roma.
Collabora con il Centro de Estudios Ortòdonticos presso Presidente Prudente a Sao Paulo, in Brasile.
Si occupa delle varie branche dell’Odontoiatria come l’ortodonzia, l’implantologia, la chirurgia, l’endodonzia, la parodontologia, la protesi e la conservativa.
É Socio ANDI (Associazione dentisti Italiani) e Socio Attivo SIDO ( Società italiana di Ortodonzia).
Autore di pubblicazioni su EJCO (European Journal of Orthodontics).

