Non te la PRENDERE !!!

——- Greta Beccaglia, giornalista sportiva, mentre intervistava dei tifosi nel dopo partita, e’ stata molestata da un uomo e ricoperta da volgarita’ da altri. Il collega in studio reagisce in modo impacciato con un “Non te la prendere”, per poi raddrizzare il tiro a fine collegamento, condannando sia le persone che i gesti.
Al di la’ dell’infelice reazione istintiva del collega, la cui ansia da diretta ha preso il sopravvento sull’uomo, quella frase “Non te la prendere” e’ la classica risposta superficiale e riduttiva per la “ribellione” arrabbiata ed esasperata delle donne a molestie, violenze e azioni inappropriate da parte degli uomini. Una risposta figlia dell’oggettivazione del corpo femminile e della cultura patriarcale che ancora impera nella societa’.
“Non te la prendere” se ricevi commmenti spinti e fischi da sconosciuti, sono complimenti, dovresti essere contenta e gratificata di attirare l’attenzione degli uomini; se vieni palpeggiata, e’ una forma di apprezzamento delle forme femminili; se tuo marito ti ha menato, magari l’hai fatto arrabbiare in qualche modo; se hai subito violenza sessuale, l’uomo non e’ riuscito a trattenersi, attratto dall’abbigliamento succinto; se non sei riuscita a sfuggire alla vendetta di chi hai rifiutato, il tuo assassino e’ stato spinto da un amore assoluto ed incontrollabile.
Perfino le cronache giornalistiche che raccontano di molestie, abusi e violenze sulle donne, seguono una narrazione in cui si tende, troppo spesso, a giustificare e umanizzare i carnefici, usando le parole ragazzata, stupidaggine, leggerezza, attrazione, amore in tutte le sue forme; invece che molestia, violenza, abuso, malattia, possesso, ossessione.
Se non si inizia a cambiare la narrazione, ad emettere condanne esemplari ed educare gli uomini, questi ultimi non smetteranno di considerare la donna un oggetto da possedere. Quando si parla di molestie e violenza di genere, non devono essere solamente le donne a trattare questo tema, anche gli uomini devono esporsi ed intervenire.
Non dimentichiamo che il problema non sono le donne, spesso additate come suscettibili ed esagerate; ma gli uomini e la loro visione distorta dell’universo femminile.

