NESSUN MEDIOEVO

———– “Siamo stufe dello stigma “suore o pu**ane”. La colpa è nella nostra autodeterminazione, ma il corpo è mio e lo uso come mi pare”, sono queste le parole di uno degli interventi che apre l’assemblea di protesta di oggi.
Questo è come la pensano gli studenti del “Righi”, l’Istituto dove una Professoressa avrebbe apostrofato una studentessa in abiti palesemente succinti e non adatti al contesto : ” Ma dove sei sulla Salaria?”, un chiaro sottinteso a donne che vendono sul tratto di strada adiacente ex SKY, vendono il loro corpo e vestono molto chiaramente, esponendolo.
Siamo cresciuti con il “Dogma” che: “L’abito fa il monaco” e di questo seppur a malincuore ne sono convinto e se poi il contesto è educativo e scolastico non accetto altro che non un decoroso rigore dovuto soprattutto all’insegnamento a cui tutti siamo tenuti a sottostare per il buon vivere comune… diversamente c’è il lassismo nei fatti e nelle parole.
Una decadenza a cui dobbiamo porre rimedio e l’ambito scolastico, dove si formano la nuova classe dirigente e lavorativa, ne è priva ormai della massima attenzione, da esperienze ormai acclamate non possiamo lasciar correre atteggiamenti o miti a cui poi, dopo i fermenti giovanili non sappiamo più che fare, a partire dal famoso “6 Politico” che ci ha consegnato una generazione di scansafatiche e quei pochi che ne sono usciti bene hanno abbandonato l’Italia per contribuire sicuramente al proprio futuro ma anche al futuro degli Stati che meglio di noi hanno adottato la meritocrazia e progetti lavorativi concreti.
Dal “Politicamente Corretto” ne dobbiamo uscire e presto, parole che hanno accompagnato parte della nostra vita non possono essere d’un tratto causa di colpe cosi’ gravi da avere un pretesto per far casino o puntare il dito.
Anche io avrei detto la stessa frase se contestualizzata in quell’ambito e non per dare della poco di buona alla ragazza ma per dirgli che a scuola ci vuole un decoro diverso da chi frequenta la “Salaria”.

