Miseria e NOBILTA’

—————- Gherardo Gaetani dell’Aquila D’aragona, per gli amici Baru’, discendente di una delle famiglie nobili più antiche d’Italia, e’ stato accolto dal pubblico con un’ovazione, perche’ si e’ presentato come un personaggio atipico per un reality. Humour inglese, super partes, allergico ai flirt da clip, distaccato dalle dinamiche, acuto osservatore, diretto e pungente . Ma settimana dopo settimana, tra un “arrapata” e un “deserto del Sahara”, e tra l’insofferenza di voler essere votato per uscire e l’attaccarsi con le unghia e con i denti al posto fisso davanti le telecamere; ha iniziato il suo declino, e dall’alto della sua nobiltà e’ caduto malamente tra i comuni mortali.

Barù, cioè Filippo Nardi 2.0, si e’ rivelato non altro che un uomo volgarotto, snob e con un forte senso di superiorita’, che dietro l’ironia nasconde una subdola presunzione. Guarda dall’alto in basso i coinquilini, dimenticando il piccolo dettaglio che sta partecipando ad un programma trash per lo stesso motivo degli altri vipponi, il sempre caro assegno settimanale.    

Come tutti i telespettatori, e’ stufo della soap “L’amore libero”, ma gli insulti e l’accanimento contro Delia, con la pretesa di voler sentenziare su come dovrebbe comportarsi una donna ferita e tradita, conferma arroganza e saccenza, che troppo spesso sfociano nella volgarita’. La telenovela è durata troppo, ma non dimentichiamo che, vera o non vera, è iniziata con “l’alto erotismo” tra Alex e Soleil. 

Nel frattempo Alex, tra un tweet ed un enigma, aspetta che l’amore decida per lui; Delia e’ confusa e felice di godersi l’esperienza al GFVIP6, e Soleil sogna che superman sia tanto innamorato da passare sopra baci artistici e complicita’ sotto le coperte. 

Questo vaneggiamento, si scontra frontalmente con l’eleganza e la profondità del momento dedicato a Kabir Bedi sulla schizofrenia ed il suicidio del figlio. E’ un racconto di paura, frustrazione, incomprensioni, disperazione, amore e tantissimo dolore. Kabir si racconta con l’amore negli occhi e la sofferenza nel cuore. Lancia un messaggio positivo e di speranza; grazie alle nuove medicine, oggi si puo’ convivere con questo male oscuro e distruttivo che gli ha strappato via il figlio.   

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Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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