Emily Ratajkowski : “MY BODY”

————- La top model statunitense Emily Ratajkowski, modella tra le più pagate al mondo, si racconta all’uscita della sua autobiografia in Italia, “Nel mio corpo”, edita da Piemme.

Una carriera all’apice del successo, un volto angelico dalla sfumatura sensuale ma naturale, oggi neo-mamma apre qualche sfumatura personale al pubblico che fedele la segue sui social portandola ad avere un seguito di decine di milioni di follower su instagram.

In particolare il rapporto che la bella modella ha con il suo corpo, argomento delicato specie nel campo della moda, dove molte volte la troppa magrezza richiesta non è simbolo di salute e di beltà ma un estremo che non da buon esempio per le giovani generazioni.
Molte volte il “corpo” di una donna viene visto oggetto, da pare dell’occhio maschile, dell’erotismo e della sessualità, spiega nel libro Emily.
E il ricordo vola a quando nella sua adolescenza, fosse la madre ad incitarla a mostrarsi come il pubblico la voleva senza pensare a cosa avrebbe detto… come l’abito azzurro aderente indossato a 13 anni che fu giudicato scandaloso dalla scuola durante il ballo di fine anno, a contrasto del giudizio della mamma che lo trovò “stupendo”.

Da giovanissima tante volte ho provocato vergogna per le reazioni che suscitava il mio fisico, e ho maturato un senso di sfida: nessuno poteva dirmi cosa potevo fare e cosa no”.
I soldi, il successo, l’acclamazione, tutto ciò che si può sognare di avere dalla vita, ma con un grande “però”… “La verità è che mi sono sentita sfruttata e sminuita”.
Uno stato d’animo come un coltello a doppia lama, che quando ferisce taglia nel profondo, portando a crisi personali dove avere il controllo spesso non è facile.
Una sorta di “doppia faccia della bellezza”, che Emily ha capito solo dopo domandandosi “ Pensi solo che tutto il mondo ti dice che devi essere bella e che sei bella e che sei tu ad avere il potere, ma non sai che quel potere non è tuo”.

Un nudo come sfida…
Scatti nella sua carriera  nei quali pensava di avere il totale controllo ma che poi in realtà si sono rilevati per lei una sensazione di sfruttamento…

Ovviamente tutto questo ha scatenato polemiche e molti rimangono basiti da queste affermazioni, ricordando che sui social ci sono foto postate molto peggiori che gli scatti di una modella che sfila su di una passerella o posa per gli shooting per campagne pubblicitarie, e suonano cosi un po’ in contrapposizione per certi versi le parole di Emily…

Resta comunque un fatto indissolubile “la malizia sta negli occhi di chi guarda…” 

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