Il coraggio di cambiare…

——– Quante volte ci è capitato di soffermarci a pensare e a chiederci “Ma è davvero questa la vita che voglio vivere?”.
Tutti possiamo attraversare dei momenti nei quali sembra che la strada sia persa o comunque dove, il peso di ciò che stiamo facendo è arrivato ad un punto che pare schiacciarci.
La libertà di vivere ciò che desideriamo nella nostra quotidianità e di poter avere il lavoro che diventa un piacere e non solo prettamente un “dovere di lavorare per viviere”.
Un gioco di parole ma che rende bene l’idea di quante persone giorno dopo giorno vivano nell’ insoddisfazione delle loro scelte.
“Il coraggio di cambiare” non è per tutti, è un rischio ma molte volte vale il gioco.
E’ il caso di Melania Gabrielli che, come racconta il Corriere della Sera, è riuscita con un pizzico di coraggio e rischio a cambiare.
“Prima non riuscivo a dormire per lo stress, adesso dormo 10 ore di fila e faccio sogni bellissimi”.
Melania lavorava a Milano come pasticceria nel ristorante di Alessandro Borghese, un impiego di prestigio e rilievo, ma per lei troppo stancante a livello sopratutto psicologico, dice : “tornavo a casa e mi veniva da piangere, mi chiedevo se ero felice”.
Poi ha deciso, ed è tornata a Castell’Azzara, un piccolo borgo sul Monte Amiata.
Ora è serena, lavora e vive nei luoghi dove è cresciuta, poche decine di case, e pochi abitanti, 1400 anime che fanno di questo luogo un incanto.
Melania aveva una carriera e un posto fisso nella metropoli milanese, ma tutto questo non valeva lo stress che personalmente subiva.
Ora i clienti non sono vip ma gente comune anziani per lo più, ma finalmente ha “ricominciato a vivere”.
Molte volte la grande carriera, il lusso, lo sfarzo, la popolarità non sono sinonimo di “STARE BENE”, piccole cose invece, reali genuine e pure, riescono a dare alle persone molto di più, a livello umano e di soddisfazione.
La semplicità della vita è la vera ricchezza per l’animo umano, guardarsi allo specchio e dirsi “sono contenta”, quindi chiedetevi sempre “Ma io sono felice cosi?”.

