L’altra FACCIA della MEDAGLIA

———— I social sono nati con lo scopo di condividere, con amici, familiari, vicini e lontani, la propria vita. Da quando utenti e sponsor hanno scoperto il potere che il numero di followers regala, la condivisione si è trasformata in opportunità di business. Il risultato e’ una realta’ fittizia, fatta di filtri, foto ritoccate, grandi sorrisi, viaggi da sogno, vestiti costosi, dove tutto e’ perfetto. Una dimensione surreale e seducente, creata per attirare l’attenzione degli occhi curiosi di chi sbircia. 

Nel fantastico mondo dei social non c’e’ spazio per difficolta’, tristezza, giornate no, imperfezioni e inestetismi. Per mantenere e aumentare i followers, i post e le storie devono dare l’idea di un universo patinato e attraente. 

Questo continuo dover sfamare l’interesse, spesso morboso, dei fan, ha creato un circolo vizioso in cui da un lato personaggi famosi, influencer, e aspiranti tali, diventano schiavi del postare contenuti sempre positivi, spensierati, ed accattivanti; dall’altro chi li segue viene avvolto da una costante ansia da prestazione, ossessionati dall’ inseguire l’immagine di uno stile di vita e di un modo di essere falsati e illusori.

Bella Hadid e’ l’ultima celebrità che ha sfogato in un post la frustrazione creata dalla perfezione di facciata dei social. Lei, modella tra le piu’ famose e desiderate, ha condiviso con il resto del mondo la cruda realta’ dell’altra faccia della medaglia. Una donna che soffre di depressione e di attacchi d’ansia, che spesso ha ceduto all’errore di valutare la propria vita scorrendo le foto di quella degli altri. 

Tra le lacrime, ricorda che i social non sono la realta’. Il voler mostrare agli altri la parte migliore di noi, vendendo un’illusione, prima o poi schiaccia e annienta chi posta mentendo a se stesso ed agli altri; e chi cade nella pericolosa trappola di paragonare la propria realta’ ad un’apparenza ingannevole. 

Un grido disperato contro la falsita’ perversa dei social, che trascina nel baratro del malessere e della sofferenza di non sentirsi mai abbastanza. 

Una testimonianza forte, che invita a riflettere sul lato oscuro dei social e sulla necessita’ di imparare a maneggiarli con cura. 

SOCIAL

Direttore Editoriale: Maurizio Sorge

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