L’ IMMUNITA’ del VATICANO

—— Forti polemiche si sono aperte dopo la decisione della Corte europea dei Diritti dell’uomo sull’immunità del Vaticano.
“La Santa Sede non può essere chiamata in giudizio per i casi di abusi sessuali commessi dai sacerdoti di vari Paesi”.
IMMUNITÀ alle querele dunque per lo Stato Vaticano, una Sovranità quindi sopra ad ogni altra cosa, anche se il comportamento e la condotta dei Vescovi nella gestione dei casi, che possono essere posti all’attenzione, è palese.
In ogni caso la responsabilità non può essere attribuita al Vaticano.


Una sentenza che arriva come una freccia, dopo che è stato pubblicato il rapporto della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa in Francia .
Una raccolta di dati e documentazioni dove si raccolgono oltre 3mila pedofili tra preti e componenti religiosi dal 1950 ad oggi.
Ma i numeri potrebbero anche essere inesatti e purtroppo la cifra potrebbe essere più alta, fatto in cui anche Papa Francesco aveva espresso disdegno e vergogna per questi dati emersi, pregando e parlando ai religiosi affinché a questi atti impropri venisse messo uno stop.


Nel 2011, 24 presone avevano presentato una class action al Tribunale di primo grado di Gand, verso sacerdoti della Chiesa cattolica in Belgio e verso la Santa Sede, dove si richiedeva la responsabilità dei danni subiti e un risarcimento personale.
Ma nel 2013 il tribunale belga aveva dichiarato di non poter agire e non aver alcuna giurisdizione nei confronti della Chiesa, in quanto Stato sovrano straniero e immune.
Ora questa decisione “choc” di Strasburgo, un vero terremoto che ha scosso molti animi.
Nessuna sanzione contro religiosi, ma la “battaglia” di pulizia di Papa Francesco continua, infatti ha nominato a Colonia (Germania)un amministratore che dovrà fare chiarezza su abusi sessuali avvenuti tra il 1975 e il 2018 .


Molti i commenti anche caldi sull’argomento, ci si domanda perché ad esempio se due persone cattoliche vivano sotto o stesso tetto senza essere sposati, possano essere privati di ricevere l’ostia durante la celebrazione della Santa Messa, e ancora che questa decisione potrebbe far insorgere una specie di “giustizia privata”.
La Santa Sede non può essere incriminata ma forse i cittadini si, sarebbe come denunciare un qualsiasi Stato per un crimine commesso da un cittadino.


Forse troppe volte ci si dimentica che prima di ogni titolo o carica sia politica che religiosa, prima di ogni cosa c’è l’essere umano e i suoi diritti di persona.

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